Il presidio
Mati nuovo presidente del Distretto vivaistico
Il titolare dell’azienda di via Bonellina votato dalla maggioranza dell’assemblea Astenuta Coldiretti: l’associazione chiedeva un maggior peso e la vicepresidenza
PISTOIA. Francesco Mati è il nuovo presidente del Distretto vivaistico pistoiese. Vicepresidente provinciale di Confagricoltura, presidente della Federazione nazionale florovivaisti della stessa Confagricoltura, Mati è co-titolare dell'azienda Piante Mati, con sede in via Bonellina. Nella Sala del consiglio di Palazzo di Giano, durante l’assemblea del Distretto, ha ricevuto i voti dell'ente locale (nella persona del sindaco Samuele Bertinelli), del Cespevi (presidente Renato Ferretti), di Cia, Confagricoltura, di Uniser, dei sindacati, della Camera di Commercio e dei Comuni rappresentati nel Distretto.
Unici astenuti, i quattro rappresentanti di Coldiretti. Un'astensione, ha spiegato il presidente provinciale Mario Carlesi, dovuta non a disistima nei confronti di Mati ma alla questione della rappresentanza interna al Distretto. Coldiretti, che a livello provinciale vanta il maggior numero di aziende associate (in genere di piccole - medie dimensioni) aveva presentato inizialmente la candidatura di Riccardo Andreini. In un documento a firma dello stesso Carlesi, alcune settimane fa, aveva detto sì alla presidenza di Mati a patto dell'assegnazione del ruolo di vicepresidente e di una revisione dello statuto con un maggior numero di rappresentanti all'interno del comitato del Distretto. Attualmente sono 7 (5 Confagricoltura, 1 Coldiretti e 1 Cia). Coldiretti chiedeva 3 rappresentanti per Coldiretti.
Dopo il ritiro di Giorgio Innocenti e quello di Andreini, Mati era rimasto l’unico candidato alla successione di Vannino Vannucci, per due mandati presidente del Distretto. Il regime di prorogatio persisteva da oltre un anno e mezzo, complice la litigiosità degli associati.
Ma se il Distretto, come ricorda lo stesso Mati, ha svolto sino ad ora soprattutto una funzione di dialogo, con la riconfigurazione del ruolo delle Province avrà un ruolo di maggior spessore. Potrà, ad esempio, essere interlocutore diretto della Regione. «Sarò il presidente di tutti»: queste le prime parole di Francesco Mati dopo l'elezione. «Iniziamo il lavoro prima possibile. Sulle spalle di tutti ci sono tante responsabilità, tra cui quella di far vedere all’Europa e al mondo quanto sia importante la nostra attività, che in provincia conta 1.300 aziende e dà lavoro a 12.000 persone».
«Francesco Mati è all’altezza del compito - afferma Vannino Vannucci - Sarà un lavoro impegnativo, dobbiamo però ricordarci che questo settore è un traino per la nostra economia. Siamo il più importante centro mondiale di produzione di piante. In tanti vengono a imparare da noi».
Ma la crisi non ha risparmiato il vivaismo. Nel 2014 sono stati persi 160 posti di lavoro, e in assenza di innovazione, nuove strategie, gioco di squadra, sostiene il neo presidente, i rischi sono tanti. Mati valuta positivamente l’apertura di Coldiretti, che attraverso Carlesi, ha garantito la propria disponibilità al dialogo e alla collaborazione. «È un risultato positivo - commenta Samuele Bertinelli - impensabile fino a poche settimane fa. Già nel luglio scorso era stata definito un importante documento programmatico, che guiderà le azioni del Distretto per il futuro. Si tratta ora di affrontare con rinnovato vigore i molti impegni che attendono il settore. Oggi (ieri, ndr) abbiamo firmato un protocollo d’intesa tra Distretto, Regione Toscana e organizzazioni professionali agricole regionali per l’autocontrollo fitosanitario delle imprese vivaistiche».
Il Distretto guarda con attenzione anche alla partita delle elezioni regionali: «I danni stimati dalle aziende del comparto sono stati inferiori ai 200 milioni di euro, necessari - ricorda Mati - ad attivare la richiesta di calamità naturale. Non di meno, molte aziende sono state messe in ginocchio dalla tempesta di vento del 5 marzo. Cercheremo di ottenere aiuti per la nostra realtà, a livello regionale come a livello governativo. In tal senso, non ci limiteremo a vedere come nostro unico interlocutore il Ministero dell'Agricoltura. Il vivaismo è un comparto che può avere interlocutori e progetti per molti Ministeri». Allo stesso tempo, evidenzia, il florovivaismo può avere un'opportunità di lavoro dalla tempesta del 5 marzo, aiutando le realtà disastrate a riqualificarsi.
Tiziana Gori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
