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Legnorosso, i due ex presidenti a giudizio per appropriazione indebita
Pistoia, il gup del tribunale ha riqualificato l'ipotesi di reato di truffa ai danni dello Stato contestata e ha rinviato gli atti al pm per la citazione diretta a processo
PISTOIA. Niente truffa ai danni dello Stato. Secondo il gup del tribunale di Pistoia i fatti contestati dalla procura ai due ex presidenti della Polisportiva Legnorosso, che gestiva gli impianti sportivi di Capostrada fino a due anni fa, devono essere riqualificati con un'altra veste giuridica. Perciò, questa mattina, martedì 21, al termine di una camera di consiglio durata un'ora e mezzo, il giudice dell'udienza preliminare Alessandro Buzzegoli ha ritrasmesso gli atti al pubblico ministero affinchè sia lui a citare direttamente a giudizio davanti al giudice monocratico per il reato di appropriazione indebita Luca Fabio Fontana ed Angelo Colella.
In pratica, i comportamenti illegittimi contestati ai due imputati restano quindi gli stessi, ma il reato loro contestato, meno "grave" rispetto alla truffa, non è più di competenza del tribunale collegiale, per cui per arrivare al processo non è necessario il filtro costituito dall'udienza preliminare, il cui un giudice decide se sussistano gli elementi sufficienti per accogliere la richiesta di rinvio a giudizio: è lo stesso pm che ha condotto le indagini - in questo caso Luigi Boccia - a decidere in tal senso e a chiedere la fissazione di una data per la celebrazione del processo. Cosa che il pm farà nei prossimi giorni.
Le indagini dei carabinieri furono avviate circa tre anni fa sulla base di alcune segnalazioni confidenziali che riferivano di irregolarità nella gestione dell'impianto sportivo di Capostrada, probabilmente il più frequentato della città perché unico ad essere dotato di una serie di impianti polisportivi. Nel 2005 la Polisportiva Legnorosso si aggiudicò la gara indetta dal Comune per la gestione del centro sportivo. Tra i vantaggi per il vincitore era previsto un monte ore annuo di utilizzo gratuito degli impianti che la Polisportiva offriva (illecitamente, secondo la ricostruzione dell'inchiesta) ad alcune delle associazioni sportive che operavano abitualmente all'interno del complesso.
Per Fontana, in qualità di gestore dell’impianto sportivo e legale rappresentante dell’Ac Capostrada, il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio per truffa. "Prima – spiega il capo di imputazione – per aver rappresentato di possedere i requisiti, quale Polisportiva Legno Rosso, per partecipare al bando di gara per la concessione della gestione del complesso sportivo, di proprietà comunale". Quindi per aver rappresentato "preventivi di spesa per la realizzazione del campo a 11, ricevendo l’erogazione di un contributo pubblico dal Comune di Pistoia di 125.000 euro, e poi dichiarando falsamente di aver sostenuto spese superiori per una differenza di 156.528,09 euro".
Fontana, sempre secondo l’accusa, avrebbe omesso di effettuare una "compiuta rendicontazione dell’uso, anche dell’Ac Capostrada, e gestione degli impianti sportivi, ovvero di compiere una rendicontazione della gestione non corrispondente alla realtà e nascondendo gli utili del campo a 11 in sintetico, dei campi di calcetto, palestra sud e pista di pattinaggio, per 639.711,21 euro". Così facendo avrebbe, secondo il pm, si sarebbe procurato "un ingiusto profitto consistito, quanto meno, nell’illecita appropriazione di queste somme che avrebbero dovuto essere reinvestite per miglioramenti degli impianti sportivi. Tutto questo dal 2005 all’ottobre 2013".
Per tali fatti adesso il gup ha configurato il reato di appropriazione indebita. Reato di cui Fontana era già accusato per altri episodi: "Avendo il possesso di denaro dell’Ac Capostrada sul conto dell Banca di Credito di San Pietro in Vincio, si impossessava di somme di denaro prelevandole personalmente, ovvero trasferendole su altro conto personale. Aggravato dall’aver commesso il fatto con abuso di prestazione di ufficio e d’opera per la qualità ricoperta".
Angelo Colella, succeduto a Fontana dopo che a questo venne notificato l'avviso di garanzia, era accusato invece di truffa e falsa rendicontazione. Gli utili che secondo il pm avrebbe nascosto nei mesi della sua presidente, da gennaio ad aprile 2014, ammonterebbero a 28.550 euro. Anche tali reati sono stati riqualificati dal gup in quello di appropriazione indebita
Tutti fatti che comuque l’avvocato difensore dei due imputati, Sergio Mazzone, ha contestato depositando nelle mani del gup Alessandro Buzzegoli una corposa memoria in cui si evidenzia la regolarità di tutte le operazioni economiche portate a termine nel corso degli anni. Un approfondito lavoro di recupero della contabilità (anche quella di alcune operazioni “al nero”, tuttavia annotate) teso a dimostrare che tutti gli incassi che la polisportiva ha avuto negli anni sono stati completamente reinvestiti nell’impianto sportivo.
La parola passa adesso al giudice monocratico.
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