Il Tirreno

Pistoia

elezioni regionali 2015

Contro l’astensionismo il Pd punta sui giovani

di Fabio Calamati
Contro l’astensionismo il Pd punta sui giovani

Età media di 33 anni e campagne porta a porta. Sulla sanità no a nuovi tagli Ramoscelli d’ulivo alla Laing. «Ma la politica si fa nei luoghi democratici»

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PISTOIA. In sei, hanno un’età media di neanche 33 anni. Impossibile contestare almeno il mero dato anagrafico: comunque vada, la rappresentanza pistoiese del Pd in regione sarà profondamente rinnovata. Basti pensare che i consiglieri uscenti, a questo giro, sono Aldo Morelli (65 anni) e Gianfranco Venturi (63). I candidati sono - lo ricordiamo - Massimo Baldi, Alice Giampaoli, Marco Niccolai, Federica Fratoni, Fabrizio Masini e Sabrina Innocenti.

Ma al rinnovamento anagrafico corrisponderà anche uno politico? Ne è sicuro il capolista, Massimo Baldi, che vuol mettere in campo una «filosofia nuova». Cioè? «Gli obiettivi di sempre, da perseguire però con gli strumenti più adatti, anche innovativi». Un esempio, la sanità. «Bisogna ripartire dai servizi, dai bisogni della gente. Vedere poi le strutture che ci sono e decidere se difenderle o se pensare ad altro, anche abbattendo delle barriere ideologiche, ad esempio quella tra pubblico e privato».

Parlando di Regione, la sanità è gran parte del discorso. Un tema scottante, a Pistoia, dove l’assemblea dei sindaci dell’Asl 3 è quanto meno guardinga sulla grande riforma impostata dal presidente Rossi, quella che porterà alla nascita di tre mega-Asl. Per questo i candidati – tutti – sono molto attenti sul tema. «Per portare il discorso sul concreto – sottolinea Baldi – voglio chiarire che sono per difendere con le unghie e con i denti l’ospedale di Pescia e il Piot (presidio integrato ospedale territorio, ndr) di San Marcello. Non avremo paura a battere i pugni sul tavolo». E Marco Niccolai: «Pistoia non accetterà marginalizzazioni con le nuove Asl. Per noi il piano di riorganizzazione del 2013 è il riferimento imprescindibile».

Sul rapporto Pistoia-Firenze e sul futuro della città nella Toscana senza più province, le idee sono un pochino più articolate: se Baldi invita a non amare né odiare Firenze in modo preconcetto, ma ricorda che «essere ai margini di qualcosa (leggi: la futura città metropolitana, ndr) è peggio che esserne lontani», Federica Fratoni ricorda che «i sindaci guardano verso la costa» e che non si può prescindere da loro. Tutti sono comunque d’accordo che la campagna elettorale già aperta sarà fatta come ai vecchi tempi, casa per casa (Baldi ha messo in cantiere un tour di 22 giorni nei 22 comuni). E questo perché ci sono le preferenze ma anche perché c’è da battere quella che Alice Giampaoli chiama «l’astensionismo civile», vale a dire la sfiducia/disinteresse verso la politica. È anche per questo – si spiega – che i sei candidati sono stati scelti innanzitutto perché validi rappresentanti del loro territorio.

E il volar di stracci del caso Laing, con l’emergere – grazie ad una telefonata registrata abusivamente – dell’accordo interno al partito che aveva già assegnato i sei posti in lista (a renziani, franceschiniani, cuperliani e civatiani)? Non ha contribuito ad allontanare gli elettori? Alice Giampaoli prende il toro per le corna: «In un partito è indispensabile che la politica si faccia dentro i luoghi democratici preposti. La base dei ragionamenti politici sono le idee e quelle di Simona Laing, anche se è stata esclusa, sono in gran parte da recuperare». E Federica Fratoni: «Non è la prima volta che si fanno scelte dolorose: quando ci fu da scegliere i candidati al parlamento, furono esclusi personaggi di valore come Marini e Bettarini. Credo che Simona Laing e Roberto Michelotti (l’altro escluso, ndr) siano risorse importanti. Ci saranno le occasioni per valorizzarle».

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