Il presidio
A piedi dalla Francia a San Marcello seguendo i crinali
BARDALONE. Nuova impresa in vista per Domenico Bini, l’appassionato escursionista 68enne di Bardalone che la scorsa estate percorse più di 2.000 km a piedi lungo il Gran sentiero d’Italia sul crinale...
BARDALONE. Nuova impresa in vista per Domenico Bini, l’appassionato escursionista 68enne di Bardalone che la scorsa estate percorse più di 2.000 km a piedi lungo il Gran sentiero d’Italia sul crinale appenninico da Reggio Calabria a San Marcello. Infermiere in pensione, fra una settimana Domenico partirà per un viaggio a piedi di oltre 500km da Menton (poco al di là del confine francese) alla Liguria e poi fino a San Marcello, comune di residenza.
«Partirò lunedì 27 aprile – spiega Bini – prenderò l’autobus alle 5.45 del mattino da San Marcello per raggiungere la stazione ferroviaria di Pistoia. Salirò sul treno delle 7 per Firenze e quindi prenderò un altro treno che mi porterà fino a Menton. Da qui comincerò il viaggio a piedi: raggiungerò la Liguria che, almeno sulla carta, prevedo di percorrere in 13 giorni, restando su sentieri a quote basse. Giunto a Sarzana, mi dirigerò verso la Lunigiana dove ho programmato 4 tappe: Fosdinovo, Monzone, Casola in Lunigiana e San Salvo. Salirò dunque al passo del Cerreto e da lì mi immetterò sul Gea. Con altre 6 tappe dovrei arrivare a San Marcello».
«Percorrerò dai 20 ai 25 km al giorno – prosegue – quindi dovrei riuscire a concludere il viaggio in 24 o 25 giorni, ma potrebbero esserci imprevisti legati, ad esempio, alle condizioni meteo».
La gestione logistica sarà molto più snella rispetto ai “100 giorni in Appennino” della scorsa estate: saranno sufficienti i vestiti e i diari trasportati nello zaino, che conterrà anche un materassino e un sacco a pelo. Per la cartografia, più ridotta, non servirà il ricambio tramite spedizione di pacchi postali.
«Anche questa volta terrò un diario di viaggio e scatterò fotografie – prosegue Domenico – partirò da solo e per la notte cercherò sistemazioni a basso costo, come rifugi e Bed & breakfast. Se incontrerò qualcuno che percorre la mia stessa strada, potrò proseguire in compagnia».
Ma che cosa spinge Domenico all’avventura? «Senza dubbio la passione per il camminare – spiega – ci si sposta lentamente, sempre a contatto con l’ambiente e le persone che ti chiedono da dove vieni e dove vai. Il modo migliore per vivere a pieno l’esperienza di viaggio».
Elisa Valentini
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