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Pistoia, falsi tecnici portano via soldi e gioielli
Raggirate nel giro di mezz'ora a Cantagrillo e Quarrata due donne anziane con il trucco dell'acqua contaminata
CASALGUIDI. «Apra subito, dobbiamo fare presto, l’ acqua è contaminata». Ma la minaccia per la signora Annamaria Giovannetti, 84 anni, non scorreva nelle tubature. L’unico pericolo era rappresentato da quei due falsi tecnici dell’acquedotto che ieri mattina, a un quarto alle dieci, si sono presentati alla sua porta, in via Provinciale Montalbano, nella frazione di Cantagrillo. Con la scusa dell’acqua inquinata e di alcuni controlli da fare, l’hanno spaventata, truffata e infine derubata.
Pochi minuti prima, intorno alle 9,30, un’identica truffa è stata messa a segno a Quarrata, in via Galilei, stavolta ad opera di due donne. Nel caso di Cantagrillo invece, ad agire sono stati due uomini, entrambi sulla trentina, uno vestito con una tuta da operaio, l’altro con una divisa da guardia giurata. Sono riusciti a portare via a Annamaria Giovannetti, duemila euro di risparmi, la fede nuziale, una collana di perle e tutti gli altri gioielli. Il bottino era nel frigorifero. A metterlo lì è stata proprio la padrona di casa, su ordine dei sedicenti tecnici.
«Mi hanno detto che l’acqua era pericolosa e che dovevano fare subito delle misurazioni con alcune onde speciali, che – racconta la donna - avrebbero sciupato e persino bruciato i telecomandi, i telefoni, le monete e l’oro se non avessi protetto tutti gli oggetti mettendoli nel frigorifero». Sola, in preda a uno stato confusionale, spaventata per quell’acqua potenzialmente pericolosa e per i toni severi e autoritari dei due uomini, Annamaria ha ubbidito agli ordini.
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Adesso la donna non si dà pace. Diffidente per natura, non si capacita di come possa esser finita nel tranello. «Come ho fatto io a farmi raggirare così? – ripete – Sto sempre attenta. Quando mi sono resa conto di essere stata truffata e derubata m’è presa una crisi. Ho urlato per la rabbia e per lo sconforto».
«Mi dicevano di far presto – va avanti l’ottantaquattrenne nel racconto - che non c’era tempo da perdere, e io a quel punto ero agitata e preoccupata per la situazione. Pensavo che ci potesse essere davvero un pericolo. Senza rendermene conto, ho ubbidito ai loro ordini. A un certo punto si sono come volatilizzati. Allora – continua la donna – sono uscita nel vialetto e ho chiesto a una vicina se i tecnici fossero passati anche da lei. Quando mi ha detto di no, ho realizzato subito. Sono andata in cucina, ho aperto il frigorifero e la roba era sparita».
I due sono scappati a bordo di una Ford bianca, con la complicità di un terzo uomo alla guida. Il truffatore vestito con la tuta da lavoro, è stato visto uscire dalla casa della sua vittima con il volto semicoperto. Entrambi i ladri parlavano italiano «ma – spiega Annamaria – avevano un accento strano».
«Sono stati totalmente convincenti – dice la figlia della donna derubata, Alessandra Biagini – Mia madre – sottolinea – è responsabile e anche diffidente verso gli sconosciuti. Non apre mai a nessuno. Loro sono riusciti a farsi aprire con questa scusa dell’acqua pericolosa e del problema alle tubature. Hanno cominciato col dirle di mettere in frigorifero cose senza valore, come i telecomandi. Da lì sono passati al telefono, e poi alle monete, ai soldi di carta e ai gioielli. In un primo momento avevamo il dubbio che le avessero dato qualche sostanza, ma poi l’ipotesi è stata esclusa».
Come detto, Annamaria Giovannetti non è stata l’unica ad essere truffata ieri. Due finte addette di Publiacqua infatti, hanno suonato anche a un’anziana signora residente in via Galileo, stavolta a Quarrata. La donna era in compagnia di una collaboratrice domestica. Come nel caso di Cantagrillo, le truffatrici hanno convinto le loro vittime a mettere tutto nel frigo con la scusa di alcuni controlli speciali da fare. Il bottino è stato di alcune centinaia di euro. I furti sono stati denunciati subito ai carabinieri, che stanno portando avanti le indagini.
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