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Pistoia

Spazi pubblici, vitali per una comunità

Spazi pubblici, vitali per una comunità

In Sala Maggiore l’inaugurazione della rassegna, con il sindaco Bertinelli e la lectio magistralis del professor Salzano

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PISTOIA. Un minuto di silenzio per la follia omicida che a Milano ha provocato la morte di tre persone. È cominciata così, nella Sala Maggiore di Palazzo di Giano, la terza edizione di “Leggere la città”. Con un giusto omaggio e una pausa di riflessione dopo il terribile fatto di cronaca avvenuto nel capoluogo lombardo.

La connessione è chiara: la follia omicida ha insanguinato uno degli spazi pubblici per eccellenza, il tribunale. Ed è lo spazio pubblico il tema conduttore della terza edizione di “Leggere la città”. La rassegna rende omaggio (anche nel titolo) al grande architetto pistoiese Giovanni Michelucci, richiamando il suo libro “Pistoia: leggere una città”.

Sessanta appuntamenti, 60 ospiti, 20 luoghi. Da giovedì 9 a domenica 12 aprile quattro giorni di incontri, lezioni, mostre, concerti, spettacoli e laboratori che fanno di Pistoia la casa del pensiero urbano. Per riflettere sullo spazio pubblico, luogo di passaggio e di incontro, da leggere e interrogare insieme a scrittori, artisti, critici e storici dell’arte, critici teatrali, antropologi, poeti, giuristi, pedagogisti, filosofi, teologi, ingegneri, architetti, paesaggisti, urbanisti, sociologi e giornalisti.

«Perché la città e i suoi spazi pubblici sono il modo in cui una comunità si presenta», afferma il sindaco Samuele Bertinelli.La rassegna è stata aperta, non a caso, dal professor Edoardo Salzano, 86 anni, uno dei padri del pensiero urbano del Novecento italiano. Salzano, critico che ha portato costruttivi stimoli di riflessione anche sulle più recenti politiche urbanistiche, ha concentrato la sua riflessione degli ultimi anni sul tema dello spazio pubblico, e in particolare sulla progressiva erosione di questo e la conseguente crisi della comunità.

Nella lectio magistralis ha ripercorso la manifestazione nella storia di quell’idea di città di cui si è fatto portatore: un luogo dove gli spazi pubblici sono l’intreccio di tre aspetti: urbs, civitas e polis, ovvero dell’unità fisica, della città che la abita e della politica che la amministra. «Lo sforzo che dobbiamo fare - asserisce il professore - è non pensare che i nostri modelli vadano bene per tutti, cercare di capire cosa nella nostra esperienza ha un carattere che va al di là della nostra civiltà, e che possa interessare l’insieme dell’umanità. Quando scendi in strada - chiude Salzano - incontri gli altri e così costruisci la democrazia».

«La nostra politica di governo di una “città di tutti” - afferma il sindaco - si ispira alle sue teorie». E l’aver affidato a lui l’inaugurazione è un omaggio sentito da parte del Comune.

«L’Italia - chiosa Bertinelli - è il Paese europeo con gli spazi pubblici più belli, ma anche il Paese che più li nega. Solo in Italia la percezione che se ne ha è di “terra di nessuno” e non luogo di tutti».

Cosa vuole stimolare la rassegna? «Una riflessione aperta sul futuro - dice il sindaco - Siamo chiamati a riconciliarci con la dimensione della responsabilità, verso noi stessi e verso le future generazioni. Il futuro può ancora essere forgiato dalla nostra presa di responsabilità, e non può prescindere da un adeguato recupero dello spazio pubblico. La città e i suoi spazi sono l’autopresentazione di una comunità».

L’inestricabile nesso tra comunità, città e spazio pubblico è anche il filo conduttore degli altri incontri previsti nei quattro giorni della rassegna, che si è aperta con la mostra “L’expo di Pistoia del 1899” a cura di Silvia Mauro e Nilo Benedetti. Mostra che narra e ripercorr la pionieristica vicenda della città alla fine dell’Ottocento: l’esposizione circondariale per l’industria, la floricoltura e l’orticoltura, come piccolo e perfetto esempio delle esposizioni nazionali e universali che venivano realizzate all’epoca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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