Il Tirreno

Pistoia

Caldaie, ingiunzioni a chi non ha pagato

di Fabio Calamati
Caldaie, ingiunzioni a chi non ha pagato

Publicontrolli mette ordine nei conti: sono circa 100.000 euro i crediti non riscossi. Nel bilancio 2014 utile a 60.000 euro

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PISTOIA. Saranno sottoposti all’assemblea dei soci il 21 aprile prossimo i conti 2014 di Publicontrolli, l’azienda pubblica per le verifiche dell’efficienza delle caldaie, di proprietà del Comune di Pistoia (70%) e della Provincia. E saranno conti molto positivi, con un utile di 60.000 euro. «Un risultato che ci consentirà di presentare una situazione finanziaria in sostanziale equilibrio, tenendo conto anche delle partite ereditate dal passato» commenta il presidente (dal 2013) di Publicontrolli Michele Esposito.

L’azienda svolge i controlli – previsti per legge – sull’efficenza delle caldaie, sia quelle familiari che quelle industriali. Già da alcuni anni le verifiche non sono più svolte direttamente ma attraverso gli ispettori di un’azienda esterna, alla quale l’attività è stata data in appalto. Chi si fa rilasciare il “bollino blu” (costo 12 euro, di solito a carico del professionista) dal proprio caldaista di fiducia può essere sorteggiato per una verifica (che in quel caso è però gratuita); chi non ha il bollino, prima o poi si aspetti una ispezione degli uomini di Publicontrolli, e in quel caso bisognerà sborsare 120 euro. Le tariffe sono state aumentate quest’anno, ma erano ferme dal 2008 (a 10 e 90 euro rispettivamente).

Il passato, per Publicontrolli, significa 270.000 euro di crediti storici, soldi dovuti dai proprietari di caldaie e mai pagati, negli anni dal 2008 al 2013. Crediti non riscossi che però appesantivano i conti dell’azienda. Così lo scorso anno è iniziata una energica opera di recupero, che ha fruttato 80.000 euro. Una cifra altrettanto grande è stata definitivamente archiviata come inesigibile (utenti nel frattempo scomparsi, trasferitisi o incapaci di far fronte al pagamento), per cui sono rimasti circa 100.000 euro. «Questi crediti – spiega Esposito – li abbiamo affidati ad un legale esterno, perché passi alle intimazioni legali ai debitori». E siccome il credito medio non riscosso è di 100 euro, si possono stimare in circa 1.000 le posizioni ancora aperte. Accanto a quest’opera di risanamento finanziario, Publicontrolli nel 2014 ha ampliato l’attività di controllo, coinvolgendo per la prima volta anche i centri della montagna. È stato un lavoro molto vasto, con oltre 1.600 impianti controllati, molti di più di quelli attesi. D’altronde il terreno era stato preparato bene: l’azienda aveva inviato 14.000 lettere praticamente a tutti gli utenti della montagna, spiegando obblighi e benefici. In sintesi, Publicontrolli sta finalmente riacquistando solidità ed efficienza, dopo i bilanci in rosso degli anni fino al 2010. Attualmente Publicontrolli conta 4 dipendenti e uno snello consiglio di amministrazione di 3 membri. Nei giorni scorsi è stato anche firmato un protocollo d’intesa con Cna e Confartigianato che ribadisce la collaborazione con i caldaisti su informazione e prevenzione.

Nonostante tutto questo, il Comune mantiene l’orientamento a superare la spa: l’idea è quella di arrivare ad un’attività di verifica affidata direttamente ai professionisti del settore, con il Comune nel ruolo di controllore. Ma questo nuovo passaggio si dovrebbe compiere solo l’anno prossimo, dando così all’attuale spa, tra l’altro, il tempo per riassorbire almeno in parte i crediti arretrati, in modo che questi non finiscano al passivo del bilancio comunale. Tra l’altro l’anno di vita in più viene utile anche per definire i rapporti con la Regione, che subentra automaticamente alle Province negli obblighi di controllo delle caldaie per i centri sotto i 40.000 abitanti.

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