Italia
Edoardo Salzano e gli ingredienti necessari per ricostruire uno spazio pubblico
Pistoia, il pensiero dell'urbanistica a cui è stata affidata la lectio magistralis con cui si aprirà Leggere la città
PISTOIA. «L’indignazione c’è stata, ma penso che sia bene incanalarla in azioni concrete come considero questi giorni pistoiesi di Leggere la città». L’indignazione di cui Edoardo Salzano parla è quella di uno dei padri del pensiero urbano del Novecento italiano per decenni di politiche abitative che hanno pensato e realizzato interi quartieri di case tutte uguali, dove spesso finiscono confinati i meno abbienti e gli immigrati, senza uno straccio di spazio pubblico, di servizio, di quella città “casa di tutti” intorno a cui è ruotata la sua riflessione.
Una riflessione, dice Samuele Bertinelli seduto accanto all’ottantaseienne professore che cura ogni giorno il blog, molto importante per le scelte urbanistiche della sua amministrazione cittadina. Per questo, dice Bertinelli in quello che è stato l’antipasto della rassegna che si aprirà proprio con la lectio magistralis di Salzano oggi alle 17, «la partecipazione di Salzano è una sorta di pagamento di un debito nei suoi confronti».
«La nostra politica di governo di una “città di tutti”- dice il sindaco- si ispira alle teorie di Edoardo Salzano. Il progetto di governo sullo spazio pubblico significa immaginare “non un insieme di case ma la casa della città”. Una città che non sia solo uno spazio fisico, non solo il complesso degli spazi dell’abitare ma sia soprattutto una dimensione comunitaria di governo cittadino». È a questo che guarda «Leggere la città», un lungo fine settimana di incontri, riflessioni, spettacoli che stimolino la riflessione e - perché no - la “riconquista” (come dice Salzano) degli spazi pubblici.
Pensatore “irregolare”, professore «che non ha nulla di accademico ma si è sporcato le mani con le cose del mondo», così Bertinelli ha omaggiato Salzano, il maestro dell’urbanistica italiana si è detto entusiasta di partecipare ad una manifestazione «che non pensavo esistessero più - dice - con riflessioni ed attività concrete che traducono in fatti l’argomento della riflessione dove i funzionari ed i dipendenti pubblici sono protagonisti e gli si riconosce il ruolo importante che hanno verso i cittadini». Prima di dare un piccolo anticipo sulla lezione di oggi pomeriggio, pensata non solo per gli addetti ai lavori («bisogna parlare in modo comprensibile a tutti, altrimenti si parla per noi stessi», dice Salzano), il professore ha applaudito al progetto di riqualificazione dell’area del Ceppo che «potrebbe diventare un’esperienza pilota in Italia - ha detto - grazie al vostro sindaco e all’aiuto del presidente della Regione si può rivendicare il patrimonio pubblico per un’ utilizzazione condivisa della città». La sua lezione con cui aprirà “Leggere la città” verterà sulla manifestazione nella storia di quell’idea di città di cui lui si è fatto portatore: una città dove gli spazi pubblici sono l’intreccio di tre aspetti e cioè urbs, civitas e polis ovvero dell’unità fisica, della città che la abita e la politica che la amministra. Lo sforzo che dobbiamo fare non è pensare che i nostri modelli vadano bene per tutti, cercare di capire cosa della nostra esperienza ha un carattere che va al di là della nostra civiltà che può interessare l’insieme dell’umanità». «Quando scendi in strada, incontri gli altri e così costruisci la democrazia», chiude Salzano.
Elisa Pacini
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