Il Tirreno

Pistoia

resistenza

Pistoia ricorda con gli studenti i martiri della Fortezza

di Mariella Frosini
Pistoia ricorda con gli studenti i martiri della Fortezza

Quattro giovani che si rifiutarono di combattere sotto le insegne di Salò e furono fucilati il 31 marzo 1944

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Si è tenuta mercoledì nella sala maggiore del Palazzo Comunale la cerimonia di commemorazione dei “Ragazzi della Fortezza” i quattro giovani pistoiesi che nel 1944 rifiutarono di arruolarsi nelle file dell’esercito della Repubblica di Salò e vennero, incarcerati dalle milizie nazifasciste alle Ville Sbertoli e poi condannati alla fucilazione, nel primo mattino del 31 marzo, contro il muro nella piazza interna della Fortezza Santa Barbara.

Non essendo possibile quest’anno effettuare la cerimonia alla Fortezza a causa dei danni provocati dal maltempo del 5 marzo scorso, il sindaco Samuele Bertinelli insieme con il Comitato unitario per la difesa delle istituzione repubblicane del Comune di Pistoia promotore dell’evento, hanno ricordato le quattro giovani vittime “idealmente con il cuore e la mente, di fronte alla lapide che commemora il loro sacrificio, collocata nel ‘48 all’interno della Fortezza” – ha detto  Bertinelli, prima di chiedere un minuto di silenzio - ma fisicamente in una sala maggiore alla presenza di un folto pubblico, davanti alle autorità civili e militari di tutta la provincia, dei familiari, delle associazioni partigiane dei combattenti e dei reduci e di alcune classi delle scuole medie e superiori della provincia accompagnati dagli insegnanti.

Alvaro Boccardi, Aldo Calugi, Lando Vinicio Giusfredi e Valoris Poli avevano poco più venti anni “Non furono né disertori né renitenti – ha ricordato il sindaco Bertinelli - il loro fu un atto di resistenza. Poco più grandi dei ragazzi che oggi partecipano a questa cerimonia scelsero i valori ultimi di libertà, giustizia, pace e ripudio della guerra”. Affrontarono la morte guardando negli occhi i loro coetanei del plotone di esecuzione. Morirono con onore come scrisse uno di loro,Aldo, con un biglietto alla madre e con eroico coraggio come ha sottolineato il presidente Napolitano nel 2007 assegnando loro la medaglia d’oro al valore civile. "Anche Pistoia conobbe tra le proprie strade e piazze, l’orrore della guerra e della violenza e non vi fu quartiere che non pianse la morte di un innocente” ha detto Bertinelli ricordando alcuni episodi e le loro vittime civili. Sempre nell’intento di tramandare la memoria storica di questi eventi nelle scorse settimane il vicepresidente dell’Anpi Renzo Corsini e lo storico Filippo Mazzoni hanno tenuto una conversazione e una lezione alle due classi presenti alla cerimonia, la 3 B della “Leonardo da Vinci” e una classe dell’Istituto agrario. Al termine della commemorazione Renzo Corsini ha guidato i ragazzi della scuola media in un breve itinerario pistoiese alle lapidi commemorative delle vittime civili. Prima ha ricordato la morte della piccola Ione Pacini di soli cinque anni, ferita a morte da una scheggia di cannone nel cortile interno del Palazzo Comunale, poi in Piazza del  Duomo ha ricordato i 500 volontari pistoiesi che partirono su dieci camion per liberare il paese e dopo pochi giorni erano in prima linea in Emilia dove il 10 aprile si tenne lo scontro finale  per liberare il paese. L’ultima lapide è stata quella della strage in piazza San Lorenzo, la prima strage di civili in Italia – ha ricordato Renzo Corsini - perpetrata dai tedeschi quattro giorni dopo l’armistizio, quando furono fucilati contro il muro laterale della chiesa, 5 uomini presi a caso tra la gente e una donna che si sostituì alla figlia incinta di 8 mesi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web