Il presidio
Pistoia, cittadini sentinelle contro la criminalità
Annotano targhe, scattano foto e chiamano i carabinieri: i residenti di sette frazioni scendono in campo per sventare i furti
PISTOIA. Esasperazione e rabbia stavano prendendo il sopravvento. «Ci fu un’ondata di furti particolarmente cruenta, a ridosso delle festività natalizie del 2013 - ricorda Andrea Amoroso, 64 anni, camionista in pensione - Qui a Candeglia, come nei paesi in collina, la gente era al limite. Soprattutto quelli che vivevano un po’ più isolati».
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Potevamo, continua Amoroso, scegliere «la strada delle ronde, come avevano fatto alcuni anni prima a Baggio e Iano, quando erano stati presi di mira dai ladri». Ma il gruppo di cittadini che si rivolsero al Comune e ai carabinieri si lasciò persuadere che quella non era la via migliore. Da quegli incontri è nato, con il passare delle settimane, un gruppo sempre più nutrito di cittadini (pensionati ma non solo) diventati sentinelle del territorio: segnalano tempestivamente presenze sospette di persone e mezzi, rilevano le targhe o scattano fotografie, anche coi telefonini, che poi inviano alle forze dell’ordine: «In questo caso - chiarisce Amoroso - sopperiamo anche all’assenza di un sistema di videosorveglianza promesso ma mai realizzato dall’amministrazione comunale».
Poco più di due mesi fa la segnalazione di due residenti ha permesso di arrestare un ladro che si era introdotto in un casolare. «Stavano potando gli ulivi - racconta Amoroso - Hanno visto un giovane rompere i vetri di una finestra in un casolare abitato solo d’estate. Hanno chiamato i carabinieri, che sono arrivati dopo pochi minuti e l’hanno colto in flagranza di reato». L’uomo, un 29enne di nazionalità albanese, aveva in mano gli strumenti per scassinare, insieme ad un passamontagna e guanti in lattice. È stato processato per direttissima per tentato furto aggravato.
«Con il mio lavoro ho girato tutta l’Europa - chiosa Andrea Amoroso - il senso di insicurezza che abbiamo ora noi italiani non c’è in altri Paesi. Quello che facciamo lo facciamo per i nostri figli, i nostri nipoti. Cerchiamo di dar loro un po’ di sicurezza. Un uomo in bocca ad un altro uomo - esclama - io non l’ho mai visto. Non ho mai messo le mani addosso a qualcuno, e nessuno ha mai messo le mani sulle spalle a me».
Accantonata l’idea delle ronde, i residenti hanno accolto il consiglio dei militari di segnalare le presenze sospette chiamando in caserma. «E così facciamo - racconta Amoroso - Con il tempo siamo diventati sempre più numerosi: nel comitato ci sono abitanti di Candeglia, Valdibure, Lupicciano, Santomoro, Iano, Villa di Baggio, Baggio. Dal comando ci rispondono sempre tempestivamente, ma la presenza dei militari andrebbe rafforzata. Ne servono di più».
Lo chiama “comitato”, quello che è nato, perché l’emergenza dei furti è il motivo che li ha messi in contatto, ma via via hanno preso ad interessarsi degli altri problemi loro paesi, e di come risolverli. A maggio hanno un incontro con il sindaco Bertinelli: «Gli presenteremo una nostra proposta per la variante delle Fornaci». Ieri sera si è tenuto un incontro per raccogliere fondi contro il cinipide del castagno.
«Siamo in 70-80 - spiega Amoroso - In media una volta al mese ci ritroviamo in assemblea nei circoli e nelle parrocchie. Sa qual è la cosa buffa? - dice - Che fino alla nascita del comitato conoscevamo a malapena i nostri vicini. Eravamo abituati a scambiarci un buongiorno di fretta, e poi ognuno per la sua strada. Ora ci conosciamo tutti. Per organizzare le assemblee ho conosciuto parroci e presidenti di circolo, e quando c’incontriamo per strada c’è sempre l’occasione per scambiare due chiacchiere».
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