Il presidio
«La sua grande passione sia d’esempio»
Anche tutti i compagni di club ai funerali di Cosimo Mazzi, morto dopo una caduta in pista. Sulla bara i suoi amati sci
CUTIGLIANO. In tanti hanno voluto dargli un ultimo saluto. Una folla di amici, familiari, conoscenti, stretti attorno ai genitori e al fratellino di Cosimo Mazzi, il giovanissimo atleta fiorentino, non ancora quattordicenne, rimasto vittima di una tragica caduta sabato scorso sulle piste da sci della Doganaccia. Ieri mattina, la chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, nel quartiere di Novoli, a Firenze, è riuscita a fatica ad accogliere tutti. Un ragazzo, Cosimo, ritenuto unanimemente “speciale”, tanto nello sci, la sua passione, che nella vita, da tutti coloro che lo conoscevano.
In prima fila, accanto al feretro bianco e ai genitori, Angela e Paolo, c’erano tutti i ragazzi dello Sci club Doganaccia, con cui Cosimo era solito allenarsi ogni fine settimana d’inverno: tutti i suoi compagni, uniti attorno al fratellino, hanno voluto indossare i colori sociali in onore del loro amico. Accanto alla bara, hanno appoggiato i suoi amati sci, quelli che inforcava al momento della tragica caduta, a testimonianza della grande passione che Cosimo aveva per quello sport, ereditata dal padre e dallo zio.
«Quando Cosimo sciava – racconta uno dei suoi istruttori, Tommaso Bartolini – era nel suo mondo: era precisissimo negli allenamenti e nelle gare. Anche troppo – rivela – Compreso – aggiunge – sabato mattina, quando si è svegliato alle 7 per farsi trovare da subito pronto per la nuova giornata di allenamento che lo attendeva».
Dall’altare, particolarmente toccante il ricordo che il padre, Paolo, ha voluto lasciare del suo amato primogenito: «Cosimo non era un ragazzo speciale: alla sua età tutti i ragazzi sono speciali». E ha quindi voluto lanciare un appello ai tanti coetanei del figlio presenti. «Cosimo aveva una grande ironia e metteva una grande passione e perseveranza in tutte le cose che faceva. Ecco ragazzi, lo dico a tutti - ha aggiunto - metteteci una grande passione nelle cose che fate».
«Cosimo – ha affermato, in un passaggio dell’omelia, il parroco don Gianluca Bitossi – ci chiede soltanto di non essere mai indifferenti al dono della vita e di non sciuparla mai: per imparare a sciare - ha continuato - si ha bisogno di un maestro, e Cosimo ha scelto come suo maestro Gesù. La preghiera del 24 maggio, giorno in cui assieme ai suoi compagni avrebbe dovuto ricevere la cresima, sarà per tutti noi una preghiera ancora più intensa».
A portare un ’ultimo saluto a Cosimo, anche tanti soci e amici dello Sci club Doganaccia: tutti uniti nel respingere facili ipotesi sulla tragica caduta: «La gente può affermare ciò che vuole. Di fatto però non lo sappiamo perché Cosimo si è fermato all’improvviso, perdendo i sensi, e non ponendo così in avanti le mani a difesa del proprio viso durante la caduta».
Un mistero, quello delle cause dell'incidente che ha portato alla morte del giovanissimo atleta, che sarà destinato a non sciogliersi mai: i genitori sono stati irremovibili nel non voler concedere il consenso per l’autopsia sanitaria.
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