Sono 1.150 le piante sradicate in piazze, strade e giardini
In un incontro a Ramini la contabilità della strage causata dalla bufera del 5 marzo.
Il presidente degli agronomi: «Adesso il verde in città dovrà essere riprogettato»
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PISTOIA. 1150 piante abbattute in giardini e viali del Comune di Pistoia, senza contare quelli nei giardini privati. Questa è la prima stima ufficiosa della strage di alberi compiuta dalla tempesta di vento dello scorso 5 marzo.
«Un dato notevole, mai vista una cosa del genere» è il commento di Francesco Bartolini, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia, che ha partecipato ad un incontro giovedì sera al circolo Arci di Ramini. «I pini gli alberi più colpiti, ma anche cipressi e cedri. Abbiamo dovuto avviare una campagna di verifica di giardini pubblici, scuole e vivai, soprattutto per monitorare quelle piante che sono rimaste in piedi per poter intervenire. Alcune sono state eliminate perché assolutamente compromesse».
Le zone più colpite sono state viale Matteotti, piazza del Carmine, piazza della Resistenza, e parchi pubblici come il Villone Puccini e Monteoliveto. «Probabilmente ci sono stati troppi errori che hanno minato la stabilità degli alberi, come la costruzione di piste ciclabili, ad esempio quella che va verso la zona stadio, o la costruzione di tombini e di strade asfaltate troppo a ridosso delle piante – ha aggiunto Bartolini – ora c’è la necessità di riprogettare il verde nel nostro Comune ripartendo da zero e l’amministrazione deve cercare di ripristinarlo in maniera corretta. Va bene costruire piste ciclabili, ma la loro realizzazione deve essere fatta nel rispetto dell’ambiente circostante. Oltretutto, il danno causato dal vento ha colpito duramente il settore forestale con danni che si ripercuoteranno nel corso degli anni perché, probabilmente, per quei boschi situati in zone sperdute della provincia, non ci sarà nessuna ditta privata che vi andrà ad intervenire. L’amministrazione dovrebbe pensare ad un’esecuzione dei lavori in cui il pubblico va incontro al privato».
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Quale sarà poi il destino delle piante tagliate? Una parte di legname verrà dato alle ditte a scomputo dei lavori effettuati, per il restante sarà l’amministrazione a decidere cosa farne.
Tornando alla tempesta, secondo i meteorologi del consorzio Lamma, non vi è alcun collegamento tra la tempesta di vento ed i cambiamenti climatici, ma si sarebbe trattato di un evento sporadico e difficilmente ripetibile. «I cambiamenti climatici non influiscono sulle tempeste di vento – ha spiegato Giorgio Bartolini, meteorologo Lamma – Il vento di grecale che c’è stato il 5 marzo è stato causato da una forte differenza di pressione tra una zone e l'altra; il forzato incanalamento del vento, dovuto ad ostacoli incontrati nel suo percorso, ne ha fatto aumentare la velocità, soprattutto in zone interne come Pistoia».
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