Italia
Cutigliano chiede di anticipare la Tari
Il sindaco proporrà in consiglio di far scadere prima i termini di pagamento per problemi di liquidità
CUTIGLIANO. La Tari? A Cutigliano si pagherà con un mese di anticipo, ovvero ad aprile. O almeno questa è la proposta che l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Tommaso Braccesi, porterà in discussione nella prossima seduta del consiglio comunale che si svolgerà mercoledì alle 21 in Palazzo dei Capitani. Le scadenze attualmente in vigore per il pagamento della Tari – tassa sui rifiuti che, assieme alla Tasi e all’Imu compone l’Imposta municipale unica (Iuc) – sono il 31 maggio e il 30 novembre, come previsto dall’apposito regolamento comunale approvato nell’aprile 2014. La riscossione della prima rata, secondo l’amministrazione Braccesi, arriva tuttavia in maniera troppo ritardata rispetto alle esigenze delle casse comunali e di portafoglio delle famiglie. «Quella che andiamo a proporre al consiglio – spiega Franco Giani, vicesindaco con delega al bilancio - è una semplice modifica al regolamento della Tari che non prevede alcun aumento delle aliquote, ma solo un’anticipazione della riscossione. Attualmente la scadenza della prima rata è fissata a fine maggio, una data poco congeniale sia per le casse comunali che per i cittadini. Il nostro Comune, nonostante tutte le aliquote tributarie siano al massimo tranne la Tasi, ha notevoli difficoltà di liquidità, dovute anzitutto al consistente credito (725mila euro a fine 2014) verso Gaia spa che il gestore idrico non ci ha ancora rimborsato. Marzo ed aprile sono dunque i periodi più critici in termini di cassa: a fronte di spese comunque sostenute, non vi sono sostanziali entrate che permettono di farvi fronte. È il caso ad esempio della Tari: per legge il Comune è obbligato a coprire interamente il costo dello smaltimento dei rifiuti in discarica, che sostiene nel corso dell’anno, coi tributi. Costi molto onerosi: per rendere l’idea, mi piace ricordare che costa molto di più smaltire 1 quintale di spazzatura che acquistare 1 quintale di legna da ardere». L’amministrazione chiede dunque di anticipare la riscossione al 30 aprile. «Se il consiglio avallerà la delibera – prosegue Giani – a fine aprile, si genererà un flusso in entrata stimato in circa 140-150mila euro che renderà ossigeno alle casse comunali. Crediamo che ciò sia utile anche per i contribuenti, per diluire il pagamento dei vari tributi: infatti, lasciando la scadenza al 31 maggio, i cittadini si troverebbero a pagare dopo pochi giorni, entro il 16 giugno, sia la Tasi che l’Imu. Un notevole esborso per le famiglie che crea maggior disagio così concentrato». (e.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google