Il Tirreno

Pistoia

Gli agenti diventano lavavetri per un giorno

Gli agenti diventano lavavetri per un giorno

I poliziotti aderenti al Sap hanno distribuito agli automobilisti cartoline di protesta all’incrocio tra viale Arcadia e viale Fermi

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PISTOIA. Poliziotti ai semafori e negli incroci al posto dei lavavetri, armati di secchi e spazzoloni, per distribuire 500.000 cartoline ai cittadini e agli automobilisti e sensibilizzare, anche dalla provincia, il governo e spingerlo all’adozione di provvedimenti urgenti in materia di sicurezza, resi ancora più necessari dall’emergenza terrorismo.

È questa la molla che ha spinto il Sindacato Autonomo di Polizia Sap a scendere in piazza a Pistoia, all’incrocio tra viale Arcadia e viale Fermi. Una protesta che si svolge contemporaneamente in tutta Italia: la cartolina, indirizzata al premier Renzi, raffigura la nota immagine dell’Isis che conquista Roma con il Colosseo messo a ferro e fuoco. Un dato campeggia: «La Camera dei Deputati spende sette milioni all’anno per le pulizie e non si trovano sei milioni per un corso antiterrorismo con il quale formare gli agenti che svolgono servizio di controllo del territorio?»

I poliziotti pistoiesi non sono nuovi a iniziative clamorosamente di protesta, anche per la disastrosa situazione in cui si trovano ad operare, a cominciare dalle condizioni in cui versa no i locali della questura pistoiese. Ma è la prima volta che gli agenti si travestono addirittura da lavavetri e si sistemano agli incroci delle strade.

«E’ una situazione intollerabile – afferma Andrea Carobbi Corso, segretario del Sap di Pistoia – e per questo vogliamo ‘rubare’ il posto ai lavavetri per dire ai cittadini come stanno le cose, che non siamo preparati all’emergenza terrorismo, che anche nella nostra città riusciamo con fatica a fare il nostro dovere a causa della carenza di mezzi ed organici aggravata dai tagli dell’ultima legge di stabilità. Ci sono 1.000 ragazzi che hanno vinto un concorso e che potrebbero essere assunti subito, a costo zero per quel che riguarda le procedure di selezione e arruolamento. Ci mancano ufficiali di polizia giudiziaria per fare indagini: con cosa lo combattiamo il terrorismo? E poi vogliono chiudere i nostri uffici di polizia… Invece non si fa nulla!»

Per la precisione, sono sei le richieste che il Sap con la sua protesta, intende sottoporre al presidente del Consiglio Matteo Renzi: sblocco del turn over, stop alla chiusura dei presidi di polizia, assunzione degli idonei dei concorsi, sanare il sotto organico di novemila Sovrintendenti e quello di quattordicimila ispettori (ufficiali di polizia giudiziaria) e organizzazione di un Corso anti terrorismo (Cat) per dodicimila operatori di volante, Rpc e operatori di polizia di frontiera. La segreteria nazionale del Sindacato autonomo di polizia ha trasmesso già da settimane, a tutti i parlamentari, alcune proposte relative a questi sei punti.

Proprio in queste ore alcune di queste proposte sono state prese in considerazione e trasformate in emendamenti da inserire nel disegno di legge di conversione del decreto anti terrorismo.

«L’obiettivo della nostra iniziativa - conclude Carobbi Corso - è arrivare alla trasformazione in legge delle proposte che abbiamo presentato. La mobilitazione proseguirà anche nei prossimi giorni con ulteriori iniziative. Una cosa è certa: faremo di tutto per portare a casa il risultato e far assumere al governo e alla maggioranza le proprie responsabilità».

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