Il Tirreno

Pistoia

dopo la tempesta

Gli sciacalli del black-out rubano gasolio e cavi di rame

Gli sciacalli del black-out rubano gasolio e cavi di rame

Pistoia, svuotati dai ladri i serbatoi di una decina di gruppi elettrogeni piazzati dall’Enel per riportare provvisoriamente la luce alle frazioni collinari e montane isolate

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PISTOIA. C’è chi ha lavorato giorno e notte per riportare la situazione alla normalità, chi si è messo a disposizione degli altri nel nome della solidarietà, ma c’è stato anche chi dall’emergenza causata dalla tempesta di vento ha cercato di trarne un profitto dandosi allo sciacallaggio. Ad essere presi di mira da ladri sono stati anche i gruppi elettrogeni posizionati dall’Enel nelle frazioni collinari e montane per ridare la luce e il riscaldamento a decine e decine di famiglie in attesa delle riparazione definitive alle linee elettriche danneggiate.

Sono stati circa una decina i casi di furto di gasolio che si sono verificati durante le notti di black-out. Come confermato dalla stessa azienda elettrica,grazie anche alla mancanza di illuminazione pubblica, i ladri hanno svuotato indisturbati i serbatoi dei generatori collegati alle centraline di smistamento (si tratta di grossi gruppi elettrogeni carrellabili, non di quelli portatili da pochi kilowatt distribuiti alle singole famiglie), probabilmente armati di taniche e tubi di gomma.

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Episodi di sciacallaggio hanno avuto come obiettivo anche i cavi di rame delle linee elettriche abbattute da alberi sradicati dal vento o dal crollo degli stessi pali di sostegno. Centinaia di metri di preziosi filamenti di quello che ormai è stato ribattezzato “oro rosso”. Un fenomeno da cui si sono salvati i nuovi impianti, per i quali l’Enel utilizza cavi in alluminio, assai più difficilmente riciclabile.

I razziatori rivendono il rame soprattutto ai commercianti di rottami, per 2-3 euro al chilo. Ma grandi quantità sarebbero acquistate anche da fonderie prive di scrupoli, dove cavi, grondaie ed ornamenti funebri, fusi in barre o in lingotti di metallo puro o di lega (in genere ottone), vengono esportati verso la Cina con regolare bolla di accompagnamento. A quel punto il prezzo sui mercati paralleli può arrivare anche a 10-15 euro al chilo.

Fatto sta che i furti non hanno certo velocizzato il ritorno alla normalità.

E dell’emergenza vento stanno cercando di approfittare anche i truffatori. Un allarme lanciato dalla stessa Enel: ci sono persone che, spacciandosi per addetti dell’azienda elettrica incaricati di verificare i danni o ripristinare l’erogazione della corrente, cercano di intrufolarsi nelle abitazioni per rubare approfittando della distrazione dei proprietari. A tal proposito l’Enel ricorda che i suoi tecnici possono lavorare soltanto sulle linee esterne, quelle che arrivano fino al contatore, per cui non avrebbero alcun interesse ad entrare nelle case, dopo invece possono intervenire soltanto elettricisti privati incaricati dai proprietari. 06

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