Il Tirreno

Pistoia

Una protesta al contrario per salvare l’ufficio postale

Una protesta al contrario per salvare l’ufficio postale

Residenti di Cireglio chiamati ad aprire nuovi libretti anche con soli 50 euro per scongiurare la chiusura. E il Comune di Piteglio si prepara a ricorrere al Tar

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CIREGLIO. Un’azione di protesta verso Poste Italiane … al contrario. È l’idea lanciata da Roberto Iozzelli, presidente della Proloco di Cireglio, che sarà illustrata nell’assemblea pubblica “Contro la chiusura degli uffici postali in montagna” in programma per oggi alle 15,30 nei locali della Croce Rossa di Cireglio e a cui interverranno l’assessore al Territorio del Comune di Pistoia, Mario Tuci, gli onorevoli Caterina Bini e Edoardo Fanucci e rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil.

Cireglio, frazione di circa 800 abitanti, è una delle 5 località del comune di Pistoia, assieme a Le Grazie, Pracchia, Sanmommé, Villa di Baggio, dove Poste spa ha previsto, dal 13 aprile, la chiusura dell’ufficio postale, oltre alla riduzione d’orario per Piteccio.

«È deprimente dover combattere di nuovo per la non chiusura dell’ufficio postale – spiega Iozzelli – credevamo di aver già pagato la nostra parte due anni fa, quando riuscimmo a strappare 3 giorni di apertura anziché i due previsti da Poste. Proporrò ai miei compaesani una protesta al contrario: anziché chiudere per ripicca tutti i depositi, chiederò a tutti di aprire un libretto a Cireglio, anche con soli 50 o 100 euro. Che cosa farà Poste Italiane? Chiuderà comunque un ufficio con decine di nuovi depositi? Questo ufficio – prosegue – serve anche le vicine località di Piazza, Campiglio, Villa di Cireglio e Borghetto. Il lavoro non manca. Per di più, i locali sono di proprietà di Poste che non deve pagare nemmeno l’affitto. La nostra petizione contro la chiusura, che penalizzerebbe anzitutto anziani e disabili, ha raccolto oltre 400 sottoscrizioni. Avevamo chiesto un incontro alla direzione di Poste di Pistoia, ma nessuno ci ha risposto».

Giovedì sera un’assemblea pubblica si è svolta a Pracchia, dove prenderà il via una petizione. «Come Comune ribadiamo il nostro no ai tagli di Poste – dichiara l’assessore Tuci – per noi tutti questi uffici sono essenziali e insostituibili. Faremo muro, non siamo disposti a negoziare sul alcun taglio. Poste ha chiuso il bilancio con un miliardo di attivo, le sue sono scelte di accentramento dei servizi nei grandi centri urbani, opposte a quelle del nostro Comune che cerca di riportare sevizi in montagna, preziosi per gli anziani ma anche per i giovani che scelgono di viverci. Per questo abbiamo presentato un ricorso al Tar per l’annullamento delle previsioni di chiusura, chiedendo anche la sospensiva del provvedimento».

Intanto anche la giunta comunale di Piteglio ha deliberato il conferimento dell’incarico all’avvocato per il ricorso al Tar contro la chiusura dell’ufficio di Calamecca e la riduzione d’orario a Popiglio.

Elisa Valentini

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