Italia
Calci e pugni ai poliziotti che cercano di calmarlo, arrestato
L'extracomunitario aveva prima aggredito un inserviente che lo aveva invitato ad uscire dal vagone del treno dove aveva passato la notte
PISTOIA. Calci e pugni ai poliziotti che cercavano di calmarlo e di convincerlo a venir via dal deposito dei treni. Due agenti hanno avuto un referto di tre giorni dal Pronto soccorso, e l'extracomunitario è stato tratto - non senza difficoltà - in arresto.
E' successo martedì 10 marzo intorno alle 7. Poco prima, un inserviente si era recato al deposito della stazione per le pulizie. Ha notato il giovane extracomunitario (un nigeriano di 30 anni, risultato irregolare) dormire su un vagone, lo ha svegliato e gli ha chiesto di andare via. La reazione non è stata delle più amichevoli: l'extracomunitario gli ha strappato di mano la scopa e con quella ha iniziato a colpirlo. L'addetto alle pulizie è scappato verso l'interno della stazione di Pistoia e qui ha chiamato le forze dell'ordine, Ma c'è voluta quasi un'ora di tempo per bloccarlo. In piazza Dante Alighieri è arrivata prima una volante, poi una seconda. I poliziotti hanno cercato di calmare l'uomo, che ha continuato invece a dare in escandescenze e si è scagliato contro gli agenti con calci e pugni. Un poliziotto e una collega sono stati colpiti e hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del San Jacopo. Il nigeriano è scappato, salendo in fretta su un treno che stava partendo. Allertato dalla polizia, il controllore è riuscito a fermare il treno un istante prima che partisse. Le forze dell'ordine sono salite sopra e hanno bloccato l'extracomunitario, che ha continuato a divincolarsi e picchiare. Anche prima di entrare sulla pantera della polizia si è aggrappato con forza agli sportelli. Dalle indagini eseguite in questura è emerso che il 30enne era irregolare sul suolo italiano, ma non aveva ottemperato all'obbligo di espulsione. E' solito dormire sui treni, nelle stazioni, e si era reso protagonista di episodi simili alle stazioni di Prato, Frosinone e Como. Processato per direttissima mercoledì 11, è stato condannato a 10 mesi di reclusione, e portato al carcere di Santa Caterina in Brana. (t.g.)
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