Il Tirreno

Pistoia

PRESENTAZIONE

Il fumo di Birkenau diventa un libro dedicato ai giovani

Eleonora Ferri
Il fumo di Birkenau diventa un libro dedicato ai giovani

Pistoia, uno scambio di lettere durato quasi dieci anni fra il professore Mauro Matteucci, una decina di classi dell’istituto d’arte Petrocchi e la superstite Liana Millu diventa un libro

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PISTOIA. Uno scambio di lettere durato quasi dieci anni (dal 1997 al 2005) fra il professore Mauro Matteucci, una decina di classi dell’istituto d’arte Petrocchi di Pistoia e Liana Millu, superstite del campo di concentramento di Auschwitz Birkenau e autrice del libro “Il fumo di Birkenau”.

Un epistolario a tre che adesso Matteucci, ex professore dell’istituto d’arte, raccoglie in un libro dal titolo “Cari ragazze, cari ragazzi”: un testo edito dall’istituto storico della resistenza di Pistoia che viene presentato domani, venerdì 27 febbraio, alle 16,30 alla biblioteca San Giorgio. Il libro raccoglie tutte le lettere che Liana Millu ha inviato ai giovani alunni dal 1996 al 2005 (anno della sua scomparsa) e che hanno attraversato generazioni di studenti pistoiesi, affrontando le tematiche dell’educazione alle differenze. Ma raccoglie anche alcune lettere degli studenti e riassume una storia fatta di testimonianze, di scambi e crescita. Dopo la visita ad Auschwitz nel 1997 con una classe, nasce l’idea di un rapporto diretto con una testimone storica.

“Mi misi in contatto con Liana Millu, che accettò subito di accompagnarci in questo percorso – spiega Matteucci – dopo una visita ad Auschwitz nel 1997, le alunne della classe quarta vollero fare una mostra di opere su Auschwitz Birkenau e Liana Millu venne a vederla a Pistoia. Dopo questa visita iniziò il rapporto epistolare. Via via, negli anni, le presentavo attraverso le lettere le classi che seguivo e le spiegavo su quali temi stavamo lavorando e lei scriveva e rispondeva su questi temi. Tematiche anche attuali come l’immigrazione, l’integrazione, la guerra”. “Care ragazze, cari ragazzi” è infatti anche un’importante e rara testimonianza di educazione alle differenze, che passa attraverso le persone, attraverso “l’infinito valore umano di ognuno”.

“La memoria e l’importanza della singola persona sono fondamentali, soprattutto oggi che l’attenzione all’umano sembra mancare – spiega Matteucci – sto rintracciando anche molti studenti dell’epoca, e sono molto emozionati (adesso hanno intorno ai 40anni)”.

Alla presentazione di venerdì interverranno, oltre al curatore Mauro Matteucci, anche Roberto Barontini, presidente dell’istituto storico della resistenza e il giornalista Cesare Sartori. Ma il libro verrà poi presentato anche nelle scuole superiori pistoiesi: “la Millu diceva sempre: ricordati di raccontare queste cose ai ragazzi, perché gli adulti avrebbero potuto sapere, ma non hanno voluto”.

 

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