Il Tirreno

Pistoia

tragedia all’asilo

Caso Mattia, il pm chiede l’archiviazione

Massimo Donati
Il piccolo Mattia Pierinelli
◗
Il piccolo Mattia Pierinelli

Pistoia, impossibile secondo la procura sostenere in un processo le accuse contro le maestre che erano presenti all’asilo quando il bimbo, morto cinque giorni dopo, fu colto dal fatale malore

4 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. In base a quella che al momento è, secondo il codice, la “prova regina”, la perizia condotta dai consulenti del gip nell'ambito dell’incidente probatorio, non è possibile accertare quando si è verificato lo scuotimento fatale. E per questo, sapere dove il bambino fosse in quel momento, se all’asilo o da qualche altra parte. Impossibile, perciò, secondo la procura, sostenere l'accusa in un eventuale processo, chiunque si dovesse trovare a sedere sul banco degli imputati. Così, il pm Claudio Curreli, titolare dell'inchiesta, all’esito anche di ulteriori accertamenti, ha notificato nella mattinata di lunedì 23 febbraio la richiesta di archiviazione del fascicolo sulla morte del piccolo Mattia Pierinelli, avvenuta il 7 dicembre 2009 all'ospedale Meyer di Firenze, cinque giorni dopo essersi sentito male mentre si trovava all'asilo nido comunale Lago Mago di Pistoia. Fascicolo che vede come uniche indagate, per il reato di omicidio colposo, le tre maestre che la mattina del malore erano al lavoro nell'asilo.

La richiesta di archiviazione – la terza da quando sono iniziate le indagini – è stata notificata ai legali della famiglia del bambino, i genitori Caterina Innocenti e Riccardo Pierinelli e la nonna. L'avvocato Maurilio D'Angelo, del foro di Roma, ha già annunciato che presenterà opposizione. A quel punto, starà al giudice delle indagini preliminari, al termine di un'udienza in cui ascolterà le parti, a decidere se archiviare, ordinare un altro supplemento di indagine oppure disporre l'imputazione coatta.

«Una perizia con molte contraddizioni, sicuramente faremo opposizione – spiega l'avvocato D'Angelo, che nei prossimi giorni farà richiesta per avere dalla procura una copia delle motivazioni alla base della decisione dal pm – Il nostro rammarico è che noi abbiamo depositato una nostra perizia con ben settecento allegati, dalla quale emerge che lo scuotimento può essere avvenuto solo dentro l'asilo. Non è che la certezza non c'è, c'è più della certezza. E siamo disposti anche ad ulteriori accertamenti sulla posizione della madre, che comunque, su questo, si è messa sempre a disposizione» aggiunge, riferendosi al fatto che i periti del gip delineano per lo scuotimento un arco temporale che copre anche il momento in cui Mattia era ancora a casa: tra le 7 e le 11, con la possibilità di «addirittura estendere tale spettro a qualche ora precedente del mattino» hanno scritto nelle conclusioni della loro relazione.

Fatto sta che, dal punto di vista penale, al di là di quel superamento di "ogni ragionevole dubbio" necessario per arrivare a qualsiasi condanna, non ci sarebbe più la certezza – affermata invece dalla perizia del tribunale civile, che ha condannato il Comune di Pistoia per omessa vigilanza – che l'episodio determinante per la morte sia avvenuto mentre Mattia si trovava all'asilo.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.10921800:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10921800:1652063596/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

A chiedere la nuova perizia nell'ambito di un incidente probatorio, dopo che il gip gli aveva respinto la richiesta di archiviazione ordinando un supplemento di indagine, era stato lo stesso pm Claudio Curreli. La giudice delle indagini preliminari Patrizia Martucci aveva accolto la richiesta affidando l'incarico al neuroradiologo pediatrico Andrea Righini, all'anatomopatologo Gaetano Pietro Bulfamante e all’anatomopatologa Cristina Cattaneo. I tre luminari, dopo la riesumazione dei resti del piccolo Mattia, sono arrivati alla conclusione che il bambino è sicuramente morto perché qualcuno lo ha scosso con forza ma che non c'è modo di accertare quando l'evento si è verificato.

Una conclusione che contraddice la perizia del tribunale civile, quella firmata dai professori dell’ospedale Gaslini di Genova, che erano addirittura arrivati a fissare il possibile orario dello scuotimento tra le 11,30 e le 12. Orari che fanno un’enorme differenza, perché il piccolo Mattia all'asilo quel giorno fu portato alle 8,30. Ed è stato in base a tali conclusioni che il tribunale civile di Pistoia, nell’ottobre scorso, ha condannato in primo grado il Comune di Pistoia a risarcire i genitori per non aver adempiuto all'obbligo di vigilanza.

Sentenza contro la quale, nei prossimi giorni, il Comune di Pistoia presentarà appello, proprio in base alle conclusioni dell'incidente probatorio penale. Nel frattempo però la compagnia assicurativa dell’amministrazione comunale, essendo la sentenza civile immediatamente esecutiva, ha già liquidato alla famiglia Pierinelli il risarcimento stabilito dal giudice: poco meno di 800.000 euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web