Cinese fa suo il Made in Italy e apre negozi a Lucca e Pistoia
PISTOIA. «Troppi cinesi producono e vendono abbigliamento di scarsa qualità. In Cina si è progrediti nella tecnica, ma manca la formazione. E ormai la gente pensa che tutto ciò che è cinese sia...
PISTOIA. «Troppi cinesi producono e vendono abbigliamento di scarsa qualità. In Cina si è progrediti nella tecnica, ma manca la formazione. E ormai la gente pensa che tutto ciò che è cinese sia brutto e di basso livello. Io voglio fare qualcosa di nuovo: fondere nella moda la cultura cinese con quella italiana usando materie prime prodotte qui». Abita ad Agliana Chen Fan, ma la sua scommessa imprenditoriale parte da Lucca. Il primo negozio di capi di abbigliamento femminile l’ha aperto in via Santa Croce. Italia e Cina anche nello staff, fatto di due persone: lui, 28 anni, di una cittadina alle porte di Shangai, e Ilaria Senes, toscana doc, diploma da stilista, modellista, figurinista. L’avventura italiana di Chen inizia cinque anni fa, e non per caso. Figlio unico di imprenditori delle calzature e dell’abbigliamento, nel 2010 arriva in Italia. Prima a Perugia, per studiare l’italiano, poi a Firenze dove - alla facoltà di lettere e filosofia - si iscrive all’indirizzo di cultura e progettazione della moda. Chen si impegna e si laurea. In parallelo segue, anche se non a tempo pieno, l’attività della zia Shao Jing Xu Dai, in Italia da vent’anni e da vent’anni attiva nel settore della moda. Fresco di laurea e con l’aiuto della zia Jing, Chen, affiancato da Ilaria, apre il primo negozio in via Santa Croce. Perché proprio a Lucca? «Firenze, come Milano - risponde - sono città troppo grandi per iniziare un cammino. Meglio una città piccola, e poi Lucca è speciale perché è a misura d’uomo e ha molto turismo. La stessa caratteristica di città a misura d’uomo l’abbiamo ritrovata a Pistoia»: poche settimane fa in via Carratica infatti ha aperto i battenti il nuovo store. Ma la ricetta è identica, a Lucca e a Pistoia: capi ideati e disegnati da Chen, tessuti prodotti a Prato e scelti per ogni capo da Jing e Ilaria, tagliati e cuciti ad Agliana dentro e fuori lo studio di progettazione e produzione fondato dalla zia di Chen. «Partecipo volentieri a questa avventura - dice Ilaria - perche mi intriga l’idea dei ruoli rovesciati: abiti nati da un progetto cinese ma prodotti da italiani con materiali italiani. Mi piace il rispetto del made in Italy di questo progetto. E conosco Jing da molti anni». I negozi di Chen e Jing si chiamano Cast & Rosa, nome scelto da Jing, che ama i castelli, per augurarsi che questi piccoli templi della moda italo-cinese siano il castello di ogni donna. Tutti i giorni Chen e Ilaria fanno la spola col treno da Agliana a Lucca, il negozio è aperto tutti i giorni eccetto domenica e lunedì mattina. Alimentano un sogno: contribuire a fare di via Santa Croce «una seconda via Fillungo». E, più in là nel tempo, «di creare un grande store, dove vendere abiti nostri, di qualità ma a prezzi alla portata di tutti». (b.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
