Il Tirreno

Pistoia

poste

Sindacati unanimi: no alla chiusura degli uffici postali

Eleonora Ferri
L'ufficio postale di Cireglio, uno di quelli destinati alla chiusura
◗
L'ufficio postale di Cireglio, uno di quelli destinati alla chiusura

In provincia di Pistoia i tagli riguarderanno 12 frazioni: "Un danno enorme per i cittadini". Cgil, Cisl e Uil incontreranno i dipendenti per decidere le azioni da intraprendere

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Un no deciso e unanime quello delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil contro la chiusura e la razionalizzazione degli uffici postali nella nostra provincia. Chiusure e riduzioni di orario previste dal piano di riorganizzazione di Poste Italiane e che nel Pistoiese investiranno 12 uffici postali, prevalentemente di zone montane e collinari. E annunciano tre assemblee con il personale del territorio per decidere le azioni da intraprendere.

“I problemi dell’azienda non si esauriscono cancellando con un colpo di spugna gli uffici postali – afferma Gianluca Balli, della Slc-Cgil, durante la conferenza stampa convocata martedì mattina, 10 febbraio, dai sindacati – Nell’ultimo quinquennio Pistoia ha perso il 30% dei sui uffici e ancora una volta viene colpita duramente”.

Una lista, quella della chiusure, che secondo i sindacati potrebbe aumentare nel corso del 2015. “Solo due anni fa, nella provincia di Pistoia, sono stati chiusi o razionalizzati 11 uffici postali, ma c'è stata  anche la chiusura di Posteimpresa a Santonuovo e Agliana – spiega Giuseppe Totaro, della Cisl – Pensiamo che gli uffici minori dovrebbero aumentare e non diminuire, una rete fitta come quella di Poste italiane porta benefici ai cittadini, ed è un punto di forza dell’azienda. Abbiamo coinvolto le amministrazioni, e vogliamo che questo problema venga portato in parlamento”.

Al momento, il piano di riorganizzazione di Poste italiane prevede, nella provincia di Pistoia, la chiusura di 9 uffici postali (Calamecca, Cireglio, Le Grazie, Montemagno di Quarrata, Pracchia, Sammommè, Villa di Baggio, San Baronto e Tobbiana) e tre riduzioni di orario (a Momigno, Piteccio e Popiglio). I sindacati annunciano azioni per contrastare le decisioni dell’azienda, che non sembra aperta al dialogo.

“Non c’è dialogo con l’azienda, si poteva parlare di accorpare gli uffici considerati diseconomici con altri, ma non c’è stato dialogo con l’azienda – spiega Michele Mengoli, della Slc-Cgil Pistoia – Faremo tre assemblee con i lavoratori: sulla Montagna pistoiese, in Valdinievole e sulla zona della bassa collina pistoiese per confrontarci e costruire insieme le azioni da intraprendere”.

Sono circa 700 i dipendenti di Poste Italiane sul territorio. “Non capisco con che logica i vertici dell’azienda calcolano le chiusure, le poste italiane devono decidere se sono un ente pubblico o privato” afferma Alessandro Nesi, della Cgil.

Intanto i sindacati saranno presenti anche lunedì 16 all’ufficio postale di Montemagno, per l’incontro promosso dal sindaco di Quarrata.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web