Milioni in gioco sul recupero del Ceppo
L'Asl dovrà recuperarne 18 dalla vendita di una parte degli edifici. Intanto slitta a lunedì la presentazione dell’accordo
PISTOIA. Sarà presentato con ogni probabilità lunedì 9 febbraio a Firenze l'accordo di programma tra Regione, Comune e Asl che disegna il futuro dell'ex ospedale del Ceppo, inattivo ormai dal luglio 2013 per l'apertura del nuovo ospedale San Jacopo alle porte della città. La conferenza stampa di presentazione - espressamente richiesta dal presidente Enrico Rossi a Firenze - si doveva svolgere lunedì 2 ma per dei contrattempi l'appuntamento è saltato.
In realtà le linee fondamentali del documento sono già definite, come Il Tirreno ha potuto anticipare sull'edizione di lunedì. Anticipazione che durante il consiglio comunale ha suscitato commenti risentiti soprattutto da alcuni consiglieri di opposizione (Alessio Bartolomei, Pistoia Futura; Annamaria Celesti, Forza Italia) che inutilmente avevano ripetutamente chiesto alla giunta di conoscere il documento. Rispondendo loro, il sindaco Samuele Bertinelli ha spiegato che la riservatezza osservata dal Comune era frutto di una richiesta espressa della Regione, che ci tiene a presentare ufficialmente un atto in cui sono contenuti impegni importanti dal suo punto di vista. Bertinelli ha anche precisato che, non appena reso pubblico, il documento verrà trasmesso alla commissione consiliare competente e quindi al consiglio, che potrà esaminarlo. Un passaggio, questo, non previsto dalle norme (l'accordo di programma deve essere firmato dal sindaco), ma che Bertinelli ritiene opportuno, visto che alcune delle più importanti scelte che deriveranno dall'accordo stesso saranno, queste sì, di competenza del consiglio comunale.
Non è comunque in discussione la portata di grande rilevanza dell'operazione recupero del Ceppo, che praticamente porterà alla realizzazione di un intero nuovo quartiere a due passi da piazza del Duomo , con abitazioni, negozi e uffici immersi nel verde, con strade senza auto (i parcheggi saranno tutti sotterranei) ed edilizia di grande qualità.
Rispetto alle previsioni urbanistiche del Comune, la novità più rilevante è la scelta di accogliere al piano terra dell'ex convento di Santa Maria delle Grazie (che ora ospita ambulatori medici) una serie di negozi di vicinato (massimo 250 mq). La chiesa e le sue pertinenze saranno invece restaurati e resi fruibili al pubblico.
Ex convento e radioterapia fanno parte di quell'insieme di edifici del vecchio Ceppo (i cosiddetti edifici del Piloto, dove ci sono le cucine e la centrale termica; il padiglione Lazzereschi; l'area di via del Frantoio; la palazzina Avis) che potranno essere ristrutturati a destinazione residenziale (e in parte commerciale) e dalla cui collocazione sul mercato l'Asl dovrebbe ricavare i 18 milioni di euro previsti come suo contributo al finanziamento del nuovo ospedale San Jacopo.
E' chiaro che questo è un punto particolarmente delicato. Proprio per questo nel 2012 la Regione, attraverso l'Agenzia del demanio, ha chiesto una valutazione della sostenibilità dell'operazione. Le stime dei possibili ricavi sono contenute nelle premesse all'accordo di programma: 12,8 milioni di euro se gli interventi saranno di carattere ordinario, che possono salire fino a 19,7 con obiettivi di alta qualità. Ora, il Comune ha detto sin dall'inizio che nel quadro di una operazione così importante come il recupero del Ceppo, la qualità deve essere al primo posto: la parte "profit" del recupero dovrà consentire la realizzazione di un quartiere moderno, pieno di verde, in cui le auto circoleranno solo sotto la superficie. Comunque per inserire nell'accordo un'indicazione finanziaria, si è scelto di fare la media tra le due stime, fermandosi a 16,2 milioni.
Per garantire l'Asl sul raggiungimento dell'obiettivo dei 18 milioni di euro, comunque, il Comune si impegna - stando alla bozza dell'accordo - a versare all'azienda sanitaria la differenza tra la cifra ricavata dalla dismissione degli immobili e l'obiettivo dei 18 milioni, fino ad un limite massimo di 2 milioni, che saranno pescati dai proventi degli oneri di urbanizzazione che i privati che opereranno all'interno del Ceppo dovranno versare. I conti si faranno entro sei anni dall'approvaziOne del piano particolareggiato con cui il Comune tradurrà in atti concreti gli impegni dell'accordo di programma. È proprio questa "clausola di salvaguardia" che ha già suscitato le critiche del consigliere comunale Alessio Bartolomei: il dibattito, comunque, è rimandato a quando il consiglio comunale conoscerà il testo ufficiale dell'accordo.
Fabio Calamati
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