Il Tirreno

Pistoia

impianti sportivi

Sullo stadio Melani l’ombra della chiusura per amianto

di Saverio Melegari

Pistoia, il problema è la copertura, che verrà bonificata completamente solo a maggio. Aut aut della commissione di vigilanza, ma le analisi dell’aria salvano l’impianto

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. La Pistoiese, a cavallo fra le feste di Natale e la fine del mese di gennaio, ha rischiato di dover sloggiare dallo stadio “Marcello Melani” per le partite casalinghe a causa della mancata agibilità rilasciata dalla commissione provinciale di vigilanza sugli eventi sportivi. Una notizia che è rimbalzata in città soltanto ieri e che pone l’accento, per l’ennesima volta, sull’annoso problema dell’impianto di via delle Olimpiadi, oramai obsoleto e superato.

Il motivo? La solita copertura della tribuna centrale in eternit che, già da almeno un paio d’anni, doveva essere rimossa e che invece è sempre allo stesso posto, almeno in parte. Una responsabilità che non può essere ascritta all’Us Pistoiese, visto che per lavori del genere ci dev’essere l’accordo con il Comune di Pistoia.

Nella riunione del mese di dicembre, infatti, la commissione oltre ad esprimere una serie di prescrizioni oramai presenti da tanto tempo sullo stadio, ha affrontato alcuni nuovi problemi. I maggiori erano quelli posti dall’Asl – e non era la prima volta – riguardanti l’amianto. Una presa di posizione netta, rispettando ovviamente le regole, tanto da far dire che fino a che la copertura non fosse stata rimossa, non si sarebbe potuto utilizzare per intero lo stadio.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:sport:1.6220032:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/sport/2012/12/18/news/pioggia-ed-eternit-sugli-spettatori-allo-stadio-melani-1.6220032]]

Per non incorrere in una decisione che avrebbe avuto del clamoroso e che avrebbe costretto la Pistoiese ad emigrare altrove (Prato, Lucca o Pontedera) per le proprie partite casalinghe, tutte le parti in causa si sono impegnate per cercare di arrivare ad una soluzione trovata nella realizzazione di rilievi a campione sull’aria nei dintorni dello stadio. Infatti il problema dell’eternit è annoso e ovviamente non si può riferire soltanto a chi va alla partita la domenica ma anche a tutte quelle persone che abitano nei paraggi dello stadio.

I risultati di questi rilievi sono stati rassicuranti ed i parametri sono rientrati ampiamente nella norma considerando quindi l’amianto della copertura della tribuna non dannoso per la salute.

Così, nel mese di gennaio la Commissione è tornata a riunirsi ed ha preso atto di questi risultati, con la dirigente dell’ufficio tecnico del Comune che ha dato il via libera all’utilizzo dello stadio arrivando così alla chiusura dell’attuale convenzione prevista per il prossimo 30 giugno. Insomma, come succede da un anno all’altro.

Stadio che, comunque, rimane utilizzabile solo ed esclusivamente per le partite della Pistoiese, visto che anche gli allenamenti, quando lì si svolgono, sono a porte chiuse. Come anticipato dal sindaco Samuele Bertinelli durante il suo incontro con la stampa a inizio anno, i lavori per la totale rimozione dell’eternit sono già stati calendarizzati per il mese di maggio, ovvero quando sarà concluso (playout permettendo) il campionato di Lega Pro.

Argomento eternit che, nel corso degli anni, ha sempre destato dure polemiche soprattutto da parte dei residenti dei palazzi ed abitazioni vicine allo stadio, preoccupati della propria salute. Allo stesso tempo, dopo il 30 giugno l’argomento “Marcello Melani” tornerà d’attualità. Sarà necessario ricevere la nuova agibilità per la prossima stagione 2015/16 che tutti si augurano possa essere di nuovo in Lega Pro. E, per starci dentro, bisogna rispettare prescrizioni ferree. Le problematiche dell’impianto sono molteplici, a partire dall’impianto d’illuminazione: quello del campo è stato risistemato, mentre manca l’illuminazione esterna ed è per questo che la Pistoiese non ha mai giocato nel tardo pomeriggio o la sera, ma sempre alle 14,30. Un impianto che negli ultimi due anni, grazie all’impegno dell’Us e del presidente Orazio Ferrari, è stato caratterizzato da un profondo restyling fra area hospitality, tribuna, spogliatoi, sala e tribuna stampa, stanza antidoping ed accesso al campo con l’intervento principale che ha portato ad un aumento di capienza della curva Nord: dopo la prossima estate dovrebbe tornare ai 3.000 posti canonici con la realizzazione della seconda uscita verso il basso in direzione campo scuola.

Il problema, però, sarà sempre lo stesso: cosa si vuol realmente fare di questo impianto vetusto?

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino