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Bond argentini: vince la causa, ma nel frattempo è morto

Aveva investito tutti i suoi risparmi nei titoli: in primo grado il tribunale accolse le ragioni della banca, in appello giudizio ribaltato

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Bond argentini:  alla fine l’uomo che perse tutti i suoi risparmi ha avuto ragione, ma è morto senza saperlo. È la storia di una vittoria amara quella raccontata dal giornale La Nazione di martedì 3 febbraio.

La corte d’appello ha condannato il Monte dei Paschi di Siena a restituire 80mila euro al professor Enzo Tafi,  i risparmi, tutti i suoi risparmi,   investiti nei bond argentini.

L’amarezza sta nel fatto che l’uomo non ha potuto festeggiare questa vittoria, perché nel frattempo – cinque anni fa – è deceduto ultranovantenne. E prima di andarsene aveva lasciato le sue ultime volontà e, tra queste, anche quella di non arrendersi verso l’istituto di credito.

Una volontà che è stata premiata. Dopo che il tribunale di Pistoia, in primo grado  (nel 2006) accolse le ragioni della banca partì l’appello, perché, come spiega l’avvocato di Tafi, si riteneva che la banca avesse «violato tutti gli obblighi informativi», al momento dell’acquisto dei bond. Acquisto avvenuto con un «colpevole silenzio», dal momento che «tutte le banche conoscevano la situazione prefallimentare argentina».

E alla fine la Corte d’Appello ha dato ragione all’uomo, condannando la banca a risarcire l’uomo (che aveva investito 148mila euro) della somma, calcolata in base a perdite e oscillazioni, di 80mila euro.

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