Il Tirreno

Pistoia

I coniugi Barli a Roma per incontrare il ministro

di Beatrice Faragli

L’appuntamento è per oggi. «Chiediamo sia bloccato l’affidamento dei figli» L’avvocato: «Orlando non può intercedere, ma abbiamo fiducia nel tribunale»

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PISTOIA. E’ un treno che passa una volta sola quello che Stefano Barli e la moglie Catiuscia Grossi prenderanno prima dell’alba alla volta di Roma. Il ministro della giustizia, Andrea Orlando, riceverà la coppia oggi a mezzogiorno. Con loro anche l’avvocato dei coniugi, Simone Castagnoli, che nella mattinata del 29 gennaio ha incontrato il prefetto Angelo Ciuni. E’ stato lui a comunicargli che il ministro aveva dato la propria disponibilità a ricevere i coniugi Barli. Già mercoledì sera, durante la diretta tv di Chi l’ha visto, Orlando aveva parlato con Stefano. Sono bastate poche parole per farlo scendere dal Battistero, dove l’ambulante di 57 anni era salito martedì mattina con la moglie. L’ennesima arrampicata, dopo quelle della scorsa primavera, per chiedere il blocco dell’affidamento dei due figli a un’altra famiglia. Tra le richieste della coppia, respinte dal Comune, c’era anche quella di rimuovere dal caso una delle assistenti sociali che si occupa della vicenda. E poi di parlare con il ministro della giustizia. Alla fine, nella tarda serata di mercoledì, la telefonata è arrivata “a favor di telecamera”.

Un paio di ore prima, colta da un lieve malore, Catiuscia era scesa dal Battistero. Stefano invece era rimasto, intenzionato a non scendere senza aver parlato con Orlando. «Sono disponibile a incontrarvi al più presto. Ma la prego, scenda e vada a raggiungere sua moglie». Detto, fatto. «Ora – spiega Stefano dalla nuova casa, affittata dopo lo sfratto dall’alloggio popolare di Bottegone – sono contento. Andiamo a Roma con Simone (l’avvocato Castagnoli, ndr), lui è un grandissimo. Al ministro chiederò di approfondire l’intera vicenda e di controllare come è stata trattata dai servizi sociali». L’unica cosa che Stefano e Catiuscia vogliono è che l’affidamento dei figli sia bloccato in attesa di poterli finalmente riabbracciare.

«I bambini devono restare nell’istituto religioso di Firenze (dove si trovano dalla scorsa primavera, ndr) fino al pronunciamento del giudice». L’interessamento di Orlando ha dato tregua alla disperazione della coppia. «Dopo aver chiuso occhio per 20 minuti in due giorni, stanotte (giovedì, ndr) – dice Barli – sono riuscito a dormire». «Io – racconta Catiuscia – ero a casa di mia cugina quando c’è stata la diretta tv. Quando ho sentito squillare il telefono in trasmissione, pensavo fosse l’avvocato. Poi mi sono resa conto. “Questo è il ministro in persona”. Ho cominciato a piangere, un pianto liberatorio». Un paio di ore prima, la donna era scesa dal Battistero, dopo 36 ore di protesta e di freddo. Stefano ha seguito la moglie rassicurato dall’intervento di Orlando. Nemmeno quello che ha trovato nel parcheggio di Porta al Borgo, dove aveva lasciato la macchina prima di arrampicarsi, ha scalfito la sua gioia. «Mi hanno tagliato tutte e quattro le gomme dell’auto» spiega. Su chi possa essere stato, non ha neppure voglia di indagare. «Adesso – dice – ci sarà da pagare anche quelle, ma non importa. La sola cosa di cui mi importi è riabbracciare i bambini». Oggi sarà una giornata lunghissima per i Barli. «Il prefetto – spiega Castagnoli – mi ha avvertito che probabilmente ci sarà da aspettare, visto il momento delicato e pieno di impegni. Aspetteremo tutto il tempo necessario. L’intervento del ministro è fondamentale, ma pensare che possa intercedere per noi sarebbe offensivo nei confronti di tutti. Sia io, che Stefano e Catiuscia, abbiamo una fiducia cieca nel tribunale. Su questo siamo sereni. Chiediamo solo di monitorare la situazione e le peculiarità da cui è nato questo percorso». Nella relazione delle assistenti sociali di Pistoia, si parla addirittura, dice il legale, di una irrecuperabile capacità genitoriale della coppia. Un’analisi che potrebbe potenzialmente aprire la strada anche all’adozione dei loro due figli. E poi ci sono quelle perizie favorevoli, firmate da due specialisti Asl e presentate in tribunale a inizio gennaio da Castagnoli, a cui è subito seguita «una relazione dei servizi sociali, che le contrasta». Per Barli, infine, i guai potrebbero non finire qui. Non è escluso che la salita sul Battistero possa avere conseguenze da un punto di vista giudiziario. Ma ora l’unica cosa che interessa a Stefano, è prendere il treno per Roma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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