Il Tirreno

Pistoia

Rosini, in 40 vicini al licenziamento

Beatrice Faragli
La sede del mobilificio Rosini, in via Piemonte a Quarrata (foto Gori)
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La sede del mobilificio Rosini, in via Piemonte a Quarrata (foto Gori)

Verso il concordato per la Spa e l’affitto di un ramo d’azienda alla Ros, che terrebbe 32 lavoratori

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QUARRATA. «L’azienda in presenza di un accordo sindacale trasferirà 32 dipendenti della Rosini spa alla Ros». Il piano,ufficializzato negli scorsi giorni, è stato discusso durante l’ Unità di crisi in Provincia di ieri mattina, convocata dalla Cna di Pistoia sulla vicenda Rosini. L’accordo con i sindacati però non è stato raggiunto e alle 14 di oggi, mercoledì 28 gennaio, è previsto un secondo incontro istituzionale. Nulla da dire, per Fillea Cgil, sul trasferimento delle attività e di una parte del personale alla Ros. Ma, spiega Marco Ballati, segretario provinciale Fillea, l’accordo non è necessario. Il progetto può benissimo essere sviluppato anche da subito. La firma eviterebbe alla nuova azienda le eventuali vertenze da parte degli operai tagliati fuori dal passaggio. Un rischio che i padroni non intendono correre. «L’accordo – precisa Ballati – non è previsto dalla procedura. Noi tuteliamo tutti i lavoratori, sia i 32 da trasferire, sia quelli che resteranno alla Rosini spa. Se l’azienda rispetterà la normativa, non avrà nulla da temere. In caso contrario è giusto che sia un giudice a decidere. I due piani però sono ben distinti. La società – ribadisce il segretario Fillea - può procedere fin da subito al passaggio dei 32».

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Ben diversa la posizione aziendale. «L’accordo – sottolinea il consulente del lavoro Cna, Antonio Piacentini – è necessario per procedere con il trasferimento del personale alla Ros, che nel caso del mancato raggiungimento dell’intesa si riserva di procedere diversamente». L’ipotesi potrebbe essere quella di non portare avanti l’affitto dell’attività e il passaggio di almeno una parte del personale nella Ros. «All’impresa – continua Piacentini – serve un quadro di certezza per procedere che solo l’accordo può dare». «Il sindacato – ribadisce invece Ballati – non ha nemmeno la facoltà, oltre che la ben che minima intenzione, di mettere in difficoltà il progetto. Da domani possono cominciare a firmare le carte. Non ci sono ragioni per fare un accordo». Con il passaggio alla Ros, «società esistente con un patrimonio sufficiente per prendersi in carico l’attività e una parte dei lavoratori» dice Piacentini, verrebbe abbandonata la produzione destinata alla grande distribuzione per concentrare tutto sulla qualità. La partita però è tutta da giocare. Senza accordo infatti, sottolinea Piacentini, potrebbe saltare ogni passaggio. A fine anno, lo ricordiamo, la storica società di divani e poltrone Rosini spa, attiva da quarant’anni a Quarrata, ha comunicato in modo informale ai suoi 80 dipendenti la cessazione dell’attività produttiva. Una decina di operai sono fuoriusciti volontariamente dall’azienda. Una parte dei settanta rimasti, su cui fino a aprile è attiva la cassa integrazione a zero ore, secondo il piano industriale che sarà presentato oggi in Provincia potranno essere assorbiti nella Ros. Gli altri resteranno in Rosini spa, destinata quasi certamente ad andare verso il concordato. Dopo l'utilizzo dei vari ammortizzatori sociali, il rischio concreto è quello del licenziamento collettivo.

 

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