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Pistoia

Imputate 79 persone

Permessi facili L’udienza dal Gup rinviata di un mese

Permessi facili L’udienza dal Gup rinviata di un mese

PISTOIA. Il pubblico ministero, Giuseppe Grieco, ha chiesto ed ottenuto il rinvio al 23 febbraio dell'udienza davanti al Gup irelativa al processo che vede imputate 79 persone per i permessi facili...

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PISTOIA. Il pubblico ministero, Giuseppe Grieco, ha chiesto ed ottenuto il rinvio al 23 febbraio dell'udienza davanti al Gup irelativa al processo che vede imputate 79 persone per i permessi facili a cittadini stranieri, quasi tutti cinesi.

Il pm ha chiesto di poter riformulare i capi di imputazione per ciascuno degli imputati.

L'indagine era stata avviata dalla Digos della questura, oltre cinque anni fa come filone bis di quella che, nell'aprile 2009, portò all'arresto di 11 persone per i reati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (la Cassazione ha di recente annullato tutte le condanne per un vizio procedurale ordinando la ripetizione del processo).

Si tratta di imprenditori, artigiani e semplici cittadini che in cambio di soldi si sarebbero prestati a dichiarare il falso per far ottenere il permesso di soggiorno a cittadini orientali. Gli indagati sono residenti in varie città e province della Toscana, da Pistoia a Prato, da Firenze a Pisa.

Diversi i capi di imputazione: nella maggior parte dei casi le accuse sono quelle di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, di favoreggiamento della permanenza illegittima di clandestini e di falso documentale.

In particolare per 68 dei 79 imputati gli inquirenti ritengono che abbiano firmato dichiarazioni false di disponibilità all’accoglienza e all’assunzione, in modo da consentire l’accesso in Italia attraverso il sistema dei “flussi”. Trentacinque sono invece accusati di concessione di locazioni fasulle: in sostanza avrebbe dichiarato falsamente di aver affittato un alloggio agli stranieri. Per 29 invece c’è anche l’accusa specifica di aver contraffatto i documenti necessari a ottenere il ricongiungimento familiare.

Secondo le stime degli inquirenti sarebbero stati circa mezzo migliaio i cittadini stranieri cui l’organizzazione avrebbe consentito di ottenere i permessi di soggiorno cui non avrebbero avuto diritto, con un giro d’affari – attraverso un meccanismo complesso e dai molti attori – di centinaia di migliaia di euro.

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