Il Tirreno

Pistoia

Saranno i genitori a dire se è meglio un’altra mensa

Tiziana Gori
Una mensa scolastica (foto Gori)
◗
Una mensa scolastica (foto Gori)

Distribuito un questionario alla elementare “Galilei” per sondare la disponibilità a sostituire l’attuale servizio con un catering.

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Un questionario di gradimento anonimo per “sondare” la possibilità di attivare un servizio di mensa alternativo. È quello distribuito tra i genitori dei ragazzi che frequentano la scuola elementare “Galileo Galilei”, e il sondaggio vuole valutare la disponibilità delle famiglie a sostituire la mensa comunale con il servizio di catering gestito da un’azienda fiorentina che sta svolgendo il servizio in alcune scuole del capoluogo e per la mensa aziendale della Mukki.

Una volta avuto il parere favorevole del preside Maurizio Monti, il presidente del Consiglio d’istituto Simone Frangioni si è attivato per trovare un catering disponibile a fare servizio mensa per la scuola elementare del Villaggio Belvedere. Tra le famiglie, soprattutto in questo anno scolastico, pare serpeggi un diffuso malcontento. Anche se il Comune ha affermato in una nota stampa che a Palazzo di Giano non è giunta alcuna segnalazione e che apprende “con stupore” della rivolta anti-mensa, il questionario in distribuzione conferma che non tutte le famiglie sono soddisfatte.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:1.10735429:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10735429:1652159721/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Su facebook, peraltro, alcuni genitori non avevano mancato di esprimere le proprie valutazioni negative sulla qualità delle pietanze, e alcuni sollecitavano gli altri a non pagare il bollettino della refezione. «Le cose certe sono due - dichiarava da noi intervistato un mese fa Simone Frangioni - molti bambini non mangiano e ogni giorno viene buttato via troppo cibo. Uno spreco». Sono circa 400 gli studenti della primaria Galilei. Quattordici le classi che ogni giorno si dividono i due turni di mensa.

Il Consiglio d’istituto ha parlato con l’assessore comunale all’istruzione Elena Becheri. Pare che, nel caso la scelta converga sul catering il Comune potrebbe essere disponibile a mettere a disposizione la cucina. Nel volantino allegato al questionario, il Consiglio informa di aver incontrato la ditta di catering. “I piatti verrebbero preparati direttamente nella cucina della mensa. Le spese per eventuali attrezzature mancanti verranno sostenute direttamente dal catering”. Il servizio comprenderebbe “un menù a km zero cucinato con prodotti locali. Sarà presente quotidianamente una dietista per controllare il gradimento dei bambini”. Poi la nota dolente per una parte dei genitori: ogni pasto costerebbe 5,30 euro (come il costo massimo di un pranzo della mensa comunale) e non ci sarà la possibilità di differenziare la cifra in base all’Isee. Il pagamento avverrebbe con i buoni pasto e il contratto con la ditta di catering dovrebbe essere stipulato direttamente dalla scuola.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino