Politica e associazioni è scontro sul presidente del distretto
Si cerca il successore di Vannucci: Confagricoltura e Cia propongono Mati e Innocenti, Coldiretti Andreini. Ma c’è anche chi vorrebbe puntare su Venturi
PISTOIA. I 160 posti persi in un anno? «Rischiano di essere la prima crepa in una diga che si riteneva indistruttibile», afferma Francesco Mati, vicepresidente di Confagricoltura Pistoia. Il florovivaismo è sempre forte, aggiunge, ma ha bisogno di innovare e trovare nuove strategie, fare rete e sfruttare meglio gli strumenti di cui dispone.
Uno in particolare, il Distretto vivaistico, aspetta da tempo un nuovo presidente (Vannino Vannucci non può essere rieletto a meno di non cambiare lo statuto) e complice la riconfigurazione del ruolo delle Province avrà un ruolo di maggior spessore. Potrà, ad esempio, essere interlocutore diretto della Regione. La carica di nuovo presidente diventa, a questo punto, particolarmente appetibile, e le associazioni dei coltivatori si dividono. E non solo quelle. Attriti ci sono anche con la politica, che sembra premere per portare su quella poltrona l’ex presidente della Provincia e attuale consigliere regionale Pd Gianfranco Venturi, che ha già dichiarato di non volersi ricandidare alle prossime elezioni regionali.
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Nomi di “tecnici” sono invece quelli proposti da Cia e Confagricoltura, che hanno preso strade diverse rispetto a Coldiretti. Le prime due spingono per Giorgio Innocenti (dell’azienda Innocenti e Mangoni, già presidente dell’Associazione vivaisti pistoiesi) e Francesco Mati, che oltre ad essere presidente di Confagricoltura Pistoia è presidente della Federazione nazionale florovivaistica della stessa Confagricoltura. «Mi era stato chiesto altre volte di candidarmi, ho sempre rifiutato. Stavolta ho detto sì. Il Distretto di Vannino Vannucci, che svolge una funzione di presidente pro tempore per consentire il passaggio di consegne, aveva più una funzione di dialogo. Con il nuovo assetto delle Province il Distretto vivaistico acquisisce anche un ruolo di interlocutore politico».
Il direttore di Coldiretti, Vincenzo Tropiano, ha avanzato la candidatura del vivaista ed ex presidente Coldiretti Pistoia, Riccardo Andreini, e in alternativa, Tropiano ha proposto la presidente della Provincia Federica Fratoni, la quale pare abbia rifiutato per evitare un accumulo di impegni (è anche segretaria generale del Comune di Borgo a Buggiano).
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Che il vivaismo non sia più un settore inattaccabile dalla crisi è evidente ormai da diversi anni agli stessi operatori. Fabrizio Tesi, titolare della Giorgio Tesi Group vivai, l’aveva detto un anno fa durante un incontro pubblico col ministro Corrado Passera. Francesco Mati lo ribadisce, affermandando che il settore è in difficoltà per mancanza d’innovazione e per non aver voluto accettare cambiamenti strutturali dopo decenni di ottimi risultati. «Siamo entrati nel sesto anno di crisi. Le aziende pistoiesi hanno un dialogo limitato tra loro: tutti amici al bar, poi ognuno per conto suo. Ora però abbiamo uno strumento che potrebbe rivelarsi determinante: il Distretto, rafforzato nel suo ruolo. Servirebbe - affonda Mati - un po’ di buona volontà anche da parte della politica. Non vediamo la stessa attenzione che c’è per altri comparti. Nonostante la crisi e la contrazione che registriamo anche nel florovivaismo continuiamo a parlare con interlocutori che dimostrano di non conoscere il settore». Mati cita il Pit (Piano di indirizzo territoriale della Toscana): «Il vivaismo è visto come qualcosa che consuma acqua e usa pesticidi. Fa male nel 2015 sentire queste affermazioni. Il ciclo della fotosintesi clorofilliana prevede traspirazione, non consumo d’acqua. Sentiamo altresì che il vivaismo avrebbe impedito lo sviluppo industriale della città, e contaminato la Piana. Quello che chiedo - afferma Mati - è di mettere un punto e ricominciare daccapo. Il florovivaismo dà lavoro a 12.000 persone in provincia. E con i loro consumi fanno girare anche loro l’economia cittadina. Sono stati persi 160 posti di lavoro in un anno. Pochi rispetto ad altri settori, ma sono numeri inimmaginabili rispetto a cinque anni fa».
Il Pit sta creando allarmi: «Come Confagricoltura cerchiamo di contenere i danni che potrebbero derivarne al vivaismo, e contemporaneamente abbiamo colloqui in corso con il Ministero dell’Agricoltura per sbloccare una serie di argomenti». Oggi Mati sarà a Roma per incontrare il nuovo responsabile dei rapporti con il Ministero, Pietro Gasparri: «Da anni - spiega Mati - chiedo incentivi per il verde privato, anche sotto forma di sgravi».
Intanto domani i vivaisti incontrano al Cespevi il nuovo presidente Renato Ferretti. «Il mercato non tornerà quello di prima, dobbiamo capire come muoverci. Il primo ambito in cui, poi, il vivaismo può ripartire è il mercato italiano. Se riprendono i lavori per il verde pubblico e vengono adottati un minimo di incentivi per il verde privato...»
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