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Calano i pazienti pistoiesi con la valigia
Bilancio positivo per le “fughe” nei conti 2013 dell’Asl. Firenze polo di attrazione. Ma crescono i parti fuori provincia
PISTOIA. Calano i pazienti in fuga da Pistoia per farsi ricoverare e curare in altre aziende sanitarie. È una delle notizie positive contenute nel bilancio 2013 dell’Asl 3, al quale la conferenza aziendale dei sindaci ha alzato disco verde nell’ultima riunione, mercoledì scorso. Per la precisione, i ricoveri ospedalieri di pistoiesi nelle altre Asl sono stati 13.305, contro i 13.665 del 2012. Un calo in termini assoluti di 360 unità e in percentuale del 2,6%.
Non è solo una questione di bandierine, tutt’altro: per ciascuna Asl, il ricovero di un “suo” cittadino in un’altra azienda è un costo, per cui se le “fughe” diminuiscono, si spende anche di meno. E difatti nei conti dell’azienda sanitaria pistoiese si passa da un esborso di 54,3 milioni a uno di 53,5.
«Per la prima volta abbiamo invertito la tendenza – ha dichiarato il direttore generale Roberto Abati parlando ai sindaci – e nel 2014 i calcoli vanno ancora conclusi, ma il risultato dovrebbe essere buono. Tutto questo è importante perché avvenuto nel 2013, l’anno della chiusura dell’ospedale del Ceppo e dell’apertura del nuovo San Jacopo, fatto che, secondo molti osservatori, avrebbe dovuto portare ad una crescita delle fughe. Ma questa profezia fortunatamente è stata smentita». Comprensibile la soddisfazione di Abati: l’argomento delle “fughe” di malati è infatti uno degli argomenti più di frequente utilizzati dai critici della sanità pistoiese, che lo considerano un indicatore del basso livello delle prestazioni sanitarie offerte sotto l’insegna Asl 3.
Anche la relazione al bilancio 2013 mette in evidenza la flessione nella “mobilità sanitaria passiva”, anche se il documento riporta che un calo c’era stato anche tra il 2012 e il 2013. Si può anche vedere che l’Asl più frequentata dai pistoiesi è Careggi, seguito dall’Asl 10 di Firenze, dall’azienda ospedaliera pisana e dall’Asl 4 di Prato.
Ma scorrendo le cifre fornite dal documento contabile e dalla relazione dei sindaci revisori, saltano all’occhio altri due elementi che meriterebbero forse qualche riflessione in più. Il primo: sempre dal 2012 al 2013 il numero totale dei ricoveri di pistoiesi è calato del 4,4%: rispetto a questo trend calante, la discesa nei ricoveri extra Pistoia è in realtà minore del totale. Il secondo: le fughe per patologie particolari sono comprensibili (cure di alta specializzazione non sono disponibili ovunque), altre un po’ meno. Allora, i pazienti pistoiesi fanno le valigie in primo luogo per fare chemioterapia, poi per operazioni all’utero per neoplasie). E questi fenomeni sono in calo. Crescono, invece i parti vaginali di donne pistoiesi fuori provincia: sono stati 288, contro i 268 del 2012.
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