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Canessa rilancia l’allarme sicurezza per il tribunale di Pistoia
Niente telecamere né metal detector: i magistrati non sono protetti. Il procuratore capo: l’ho detto appena arrivato, ma ho a che fare con dei sordi La difesa dell’assessore comunale Nuti
PISTOIA. È allarme sicurezza al palazzo di giustizia di Pistoia. Questo il tema saliente emerso durante la “Giornata della giustizia”, indetta dall’assemblea straordinaria Anm (associazione nazionale magistrati).
«Il nostro tribunale è l’unico in Italia a non avere mezzi di sicurezza attivi e passivi – afferma Paolo Canessa, procuratore della Repubblica – l’ho detto fin dal primo giorno che sono qui, sei mesi fa, ed a malincuore devo dire di aver trovato un mondo di sordi. Non abbiamo telecamere, né metal detector, nessun sistema di controllo; abbiamo avuto tre denunce di aggressioni a giudici in udienza, tre-quattro feriti e l’episodio recente di una persona insanguinata che si è presentata di fronte ai miei uffici gridando di essere stata picchiata e chiedendo aiuto.
«L’ho detto – sottolinra ancora Canessa – a tutti gli organi competenti: ci sono istituzioni pubbliche che o non sentono o non vogliono sentire. Mi dispiace aver usato un incontro pubblico per ribadirlo, ma è un problema grave. Al Tribunale di Pisa la sicurezza è attiva dalle 7 alle 21, a Firenze ci sono telecamere anche in ognuno dei 60 ascensori».
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La risposta è subito arrivata dall’assessore alle politiche sociali del Comune Tina Nuti. «Cerchiamo sempre di risparmiare per utilizzare al meglio le risorse nei servizi prioritari, ma non dimentichiamoci che le voci più emergenti sono rivolti a disabili, anziani e minori».
«Io da cittadino in primis la vedo in un altro modo – ha replicato Canessa – la sicurezza in un palazzo di giustizia non può essere paragonata al sociale. Sono due forme completamente diverse. Questo Tribunale viene trattato in modo diverso rispetto agli altri».
Ma il tema sicurezza non è l’unico problema a Pistoia: carenza di organico, mancanza di spazi, carichi di lavoro, 1.850 procedimenti del lavoro ancora pendenti. «Nonostante il continuo aumento di controversie civili e penali il trend della legislazione è quello di creare sempre più difficoltà di accesso alla giustizia – così Fabrizio Amato, presidente del tribunale - costi troppo alti che vanno a colpire soprattutto i più poveri. Eppure il lavoro dei magistrati pistoiesi è enorme, con 1.666 sentenze civili e 1.821 sentenze penali depositate nel 2014 nonostante una scopertura dell’organico di oltre il 20% e solo cinque0 magistrati presenti a Pistoia».
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«La media dei processi è comunque alta: 7/8mila l’anno a Pistoia, che è riuscita a stare al passo del lavoro da svolgere nel 2014» concede Canessa.
Sui problemi logistici torna il dirigente Flaviano Guzzo. «Palazzo Pretorio e San Mercuriale bellissimi ma non funzionali e non sufficienti, con 20.000 procedimenti in media annuii e 40.000 fascicoli da archiviare”.
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