Il presidio
Stufi dei liquami in casa fanno causa a Publiacqua
Quarrata, per cinque volte si svegliano e trovano il pavimento coperto dei reflussi provenienti dalla fogna
QUARRATA. Per quattro volte si sono svegliati con il pavimento di casa coperto dai liquami. Alla quinta mattinata infernale, hanno deciso di fare causa a Publiacqua per «il malfunzionamento della fognatura». Adesso però rischiano di non vedersi riconosciuto nemmeno un centesimo del risarcimento danni richiesto.
Nel regolamento di tutela dell’utenza (un titolo che in questo caso sembra proprio una beffa) c’è infatti scritto che “il titolare dello scarico dovrà provvedere a installare idonei dispositivi antiriflusso. In tali casi di difformità, l’azienda non risponderà dei danni provocati da eventuali allagamenti per rigurgiti della pubblica fognatura”: articolo 22, penultima pagina del regolamento.
La patata bollente è nelle mani di Marco Melani e della moglie Elena Rapezzi. I coniugi, oltre a pagare un servizio che (è il caso di dirlo) negli anni ha fatto acqua da tutti i buchi, secondo Publiacqua non ha neppure diritto al risarcimento per i mobili, i pavimenti e i tappeti sciupati dai liquami. Per la società infatti, questa famiglia avrebbe dovuto risolvere il problema pagando di tasca propria la valvola antiriflusso, come stabilito nel regolamento.
«Adesso ci dicono che è scritto su internet. Io – spiega Melani – mi sento preso in giro del fatto che il mio Comune non mi avverta che è obbligatorio installare questa valvola. Me ne devo preoccupare io, che non vado nemmeno su internet? Il sindaco telefona a casa dei cittadini per ogni cosa (il riferimento è alle chiamate registrate di Marco Mazzanti e diffuse alle utenze telefoniche quarratine, ndr) e poi quando si tratta di informare davvero, non lo fa».
Il primo marzo del 2013, Melani per l’ennesima volta si è ritrovato con il pavimento di casa invaso dal rigurgito della fognatura, che nella zona in cui abita, quella di via Don Minzoni, ha sempre dato problemi per via della «mancata pendenza delle tubature».
Stanco dei disservizi e dei danni subiti, ha deciso di fare una richiesta danni all’ente comunale e a Publiacqua. «Il Comune – racconta – mi ha risposto che non ha alcuna competenza in merito».
La società che gestisce il servizio invece, è rimasta in silenzio. Melani quindi, assistito dall’avvocato Elena Baldi, è andato davanti al giudice di pace per chiedere un risarcimento da 3mila euro a Publiacqua. La prossima udienza è fissata al 28 gennaio. La società ha già chiesto che la domanda sia rigettata per “l’infondatezza delle richieste” e “assenza di prova”.
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