Pistoia, in duemila alla manifestazione per Charlie Hebdo
No agli integralismi, sì alla libertà d'espressione. "Con la matita in pugno, gridiamo: noi non abbiamo paura". Applausi per le parole di una studentessa musulmana: "Il Corano non dice di uccidere, non posso accettare che l'Islam sia ridotto a questo"
PISTOIA. Una manifestazione studentesca come non se ne vedevano da anni in città. In duemila, secondo le prime stime ufficiali, hanno invaso pacificamente le vie del centro. Hanno mostrato striscioni, alzato matite al cielo. La libertà d'espressione non può essere uccisa, hanno urlato a gran voce. Tutta la Pistoia degli istituti superiori si è stretta accanto ai morti di Parigi periti nella strage al giornale satirico Charlie Hebdo e negli attentati terroristici dei giorni successivi. Al loro fianco anche il sindaco Samuele Bertinelli, che appena informato della manifestazione, ha chiesto di poter camminare al loro fianco. In testa al corteo due grandi striscioni. Nel primo, la citazione del pensiero di Voltaire "Disapprovo quello che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo"; nel secondo, l'articolo 21 della Costituzione sulla libertà di espressione del pensiero.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.10653999:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/charlie-hebdo-gli-studenti-di-pistoia-scendono-in-piazza/41996/43043]]
Il corteo è partito da piazza San Francesco e da corso Gramsci ha percorso le vie del centro. E' stato organizzato tramite passaparola sui social network in pochi giorni, e ha visto alla fine la presenza di circa duemila studenti, da istituti superiori di tutta la provincia. Nessun simbolo di partito o semplicemente politico, ma tanti cartelli e striscioni di solidarietà con i morti di Parigi e di riaffermazione della libertà di pensiero e di espressione. E tante, tante matite in mano agli studenti.
Il corteo si è concluso in piazza del Duomo. Sotto le logge il primo a prendere la parola è stato uno degli organizzatori, Emanuele Carradori, rappresentante d'istituto del tecnico Pacini. "Ringrazio tutti per questa manifestazione, è la vittoria della nostra coscienza contro la violenza e la paura". Carradori ha sottolineato che il corteo è stato organizzato in nome delle vittime di Parigi ma intende difendere tutti gli esseri umani che lottano contro la violenza e per la libertà. Una manifestazione organizzata di lunedì perché "anche la scuola, simbolicamente, sia vittima di questa violenza". E anche perché comunque "queste non sono ore di lezione perse, a scuola non si va solo per imparare nozioni ma per vivere cultura e valori".
"Oggi gli studenti di Pistoia uniscono le loro voci a tutti quelli che lo hanno fatto a Parigi e nel mondo - ha concluso Carradori - e lo gridiamo con la matita in pugno: noi non abbiamo paura, noi siamo Charlie Hebdo e siamo anche Ahmed (il poliziotto musulmano trucidato dai terroristi, ndr)".
Subito dopo è intervenuto il sindaco Samuele Bertinelli. "La libertà si difende stando insieme, parafrasando Gaber la libertà è partecipazione". Bertinelli ha affermato che quella degli studenti era "la più importante e bella reazione della città di Pistoia" ai tragici fatti di Parigi. Per rendere tangibile l'appoggio del Comune e della città agli studenti, il sindaco ha distribuito personalmente agli studenti in prima fila davanti al loggiato delle matite, simbolo anche di questa manifestazione.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:foto-e-video:1.10653792:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/foto-e-video/2015/01/12/fotogalleria/studenti-in-piazza-a-pistoia-per-charlie-hebdo-1.10653792]]
E' stata quindi la volta dei rappresentanti di diversi istituti superiori (istituto Lorenzini di Pescia, Agrario di Pistoia, Fedi-Fermi, Forteguerri, Mantellate). Le parole che hanno colpito di più, però, sono state quelle di Celine Daouas, rappresentante di istituto del commerciale Capitini di Agliana, di religione musulmana. "Nessuno nel Corano dice di ammazzare e uccidere. E io non voglio permettere che per colpa di persone folli l'Islam sia ridotto a qualcosa che non è". L'abbraccio commosso del sindaco e degli altri studenti ha simboleggiato quello che tutta la piazza ha rivolto a Celine.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.10654265:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/le-parole-di-celine-l-islam-non-e-morte/41999/43046]]
A conclusione della manifestazione, tantissimi studenti hanno lasciato su un lenzuolo bianco l'impronta colorata delle loro mani: un gesto significativo per riaffermare, tutti insieme, la loro presenza contro qualunque violenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
