Il Tirreno

Pistoia

gastronomia

Applausi al vin santo 2011 dell'azienda Marini

di Elisa Pacini
Applausi al vin santo 2011 dell'azienda Marini

Una cinquantina di ospiti ha seguito l'annuale rito dell'apertura dei caratelli

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Sono undici anni che Giuseppe Marini apre i caratelli “in pubblico”, davanti agli occhi curiosi dei neofiti di “Vin Santo è” e all’esperienza di chi è ormai di casa nella vinsantaia dell’azienda di via Sestini, la cui finestra si affaccia sulle colline ornate di ville di antichi nobili (da Celle agli Imbarcati, fino alla Smilea) e di coloniche ristrutturate. Ma la magia propria di questo momento è rimasta intatta negli anni: il rumore del martello che picchia sullo scalpello per togliere la chiusura murata delle botti, il fruscio del vin santo che esce dal caratello e viene imbottigliato e l’odore che in un attimo riscalda tutta la stanza.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.10655064:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10655064:1652136874/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Cartoline dell’edizione 2015 di “Vin Santo è” che ha gremito ancora una volta la vinsantaia Marini con quasi 50 persone (e tanti appassionati in piedi) ad assaggiare insieme ai produttori, l’annata di vendemmia 2011 che da tre anni è “coccolata” dai caratelli. Un’edizione da record, che conferma l’interesse per questa manifestazione con cui l’azienda Marini si mette a nudo di fronte ai consumatori, facendoli entrare dentro alla lavorazione tradizionale del vin santo, uno dei simboli dell’enologia toscana.

Giuseppe Marini, con la pazienza e l’attenzione di chi ha fatto negli anni dell’apertura al pubblico della sua azienda, della voglia di tramandare il suo sapere alle nuove generazioni, uno dei capisaldi del suo lavoro, ha risposto alle domande e alle curiosità degli ospiti sulla lavorazione del vin santo. Poi assaggio dopo assaggio, ha atteso i giudizi sulla nuova annata, il 2011 appunto, che non ha ancora finito il suo lungo viaggio di produzione (perché davanti ha altri due anni di affinamento prima di essere messo in vendita) ma che è già in grado di dare delle indicazioni. Indicazioni positive, quelle raccolte, nella vinsantaia Marini su un’annata all’altezza delle celebri precedenti capaci di raccogliere premi in giro per l’Italia.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.10655061:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/il-rito-del-vin-santo/42013/43060]]

Il successo della manifestazione è dovuto anche alla preziosa collaborazione di associazioni come la Fisar (che ha curato il servizio) e la condotta pistoiese di Slow Food che intorno a sé raccolgono, tramite i loro corsi e le loro manifestazioni, i tanti appassionati dl mangiare e del bere sano e a filiera controllata. Il successo di eventi come “Vin Santo è” evidenzia proprio la crescente volontà dei consumatori di conoscere e di sapere di più di quello che mettono in tavola, prediligendo finalmente la qualità alla quantità. Anche di questo risultato, l’azienda Marini può essere davvero soddisfatta e non è un caso che per tutto l’anno le porte delle sue cantine si aprano a decine e decine di visitatori.

Se Stefano Morandi, presidente della Camera di Commercio, ha evidenziato che l’Expo di Milano (che è proprio dedicato all’alimentazione) potrebbe portare un ritorno turistico per tutto il paese rispondendo alla richiesta di Giuseppe Marini, c’è da sperare che le istituzioni si adoperino concretamente per cogliere tale opportunità. I produttori sono pronti a fare la loro parte: l'entusiasmo della famiglia Marini nel suo lavoro ne è la prova.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web