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Caffé Italia, tutto il paese per il passaggio di consegne

Elisa Valentini
Maria Cristofano e Romano Biolchini con Jacopo Tonarelli e Alberto Reggiannini
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Maria Cristofano e Romano Biolchini con Jacopo Tonarelli e Alberto Reggiannini

I coniugi Biolchini lasciano dopo 32 anni, al loro posto due giovani del posto

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CUTIGLIANO C’era davvero tutto Cutigliano, e anche molti villeggianti affezionati, radunato sotto la pagoda del Caffè Italia per assistere, nella sera dell’Epifania, al passaggio di testimone fra gli storici gestori del celebre locale in piazza Catilina - Romano Biolchini e Maria Cristofano, reduci di 32 anni di attività - e i nuovi gestori, due giovani e intraprendenti cutiglianesi: Alberto Reggiannini, 35 anni, e Jacopo Tonarelli, 28 anni. “Crediamo molto in Cutigliano – spiega Jacopo –abbiamo entrambi un po’ di esperienza lavorativa nel settore, ma siamo consapevoli che garantire la stessa quantità e qualità di servizio offerto da Romano e Maria è già di per sé una bella sfida. Ce la metteremo tutta; abbiamo in mente qualche piccola novità da introdurre nell’offerta al cliente, a partire dal pranzo veloce, con primi piatti e taglieri tipici toscani. A Cutigliano c’è stato un ricambio generazionale in molti esercizi commerciali e c’è una generazione di giovani molto volenterosi. Siamo convinti che, rimboccandoci le maniche tutti insieme, Cutigliano abbia ancora tanto da offrire”.

L’inaugurazione del locale è prevista per metà mese. Romano e la moglie Maria, lui originario di Sestola, lei di Campobasso, rilevarono il bar sulla Loggia di Cutigliano nel 1982 e furono subito innovatori con la pasticceria, il calcio su maxischermo e la pizza a taglio. “Inaugurammo il bar per l’Epifania e per Befana concludiamo” ha detto Biolchini. Nel ‘97 rilevarono il Caffè Italia, con un laboratorio di pasticceria più spazioso dove Maria iniziava a lavorare dall’alba. Fra i tanti ringraziamenti, Biolchini ha ricordato Franca Baicchi, che a 13 anni lo avviò al mestiere, e la signora Neris. “Mi disse: te bimbetto mettiti all’acquaio: io sono stato talmente ligio che ci sono rimasto per 47 anni” ha scherzato. E ancora Sergio Tonarelli che gli diede carta bianca nella gestione del rifugio La Grande Baita e Romana Vasetti, scomparsa da poco, e Natalina che hanno fatto da baby-sitter alla figlia Daniela Biolchini, spalla forte nella gestione del bar; i dipendenti Paola, Andrea e Michela. Romano e Maria sono stati un punto di riferimento per il paese. Hanno introdotto il bar alla sagra di Mezz’estate; ideato innumerevoli attrazioni e manifestazioni, dalla sfilata di moda, all’erba in piazza; introdotto la wifi libera e gestito il ripetitore di Ronconbroccioli per 25 anni; promosso i cartelli Benvenuti a Cutigliano e l’iniziativa Puliamo il paese. Ma soprattutto sono rimasti per 32 anni a disposizione quasi h24 dietro il banco del bar. “Dopo tanti anni – ha detto Biolchini – i clienti ti vedono come consigliere e confidente”. Prima del passaggio simbolico del grembiule ai nuovi gestori e del brindisi finale, Biolchini - finora presidente del Ccn e che continuerà a dedicarsi alle manifestazioni paesane – una riflessione sul futuro del paese. “A Cutigliano ci sono tanti giovani attivi e volenterosi e che hanno scommesso su un’attività– ha detto Romano– quasi come 32 anni fa, con la differenza che la nostra generazione, invece di sviluppare, ha distrutto gran parte di quello che i nostri padri avevano creato. Io credo molto in questi giovani, cerco di dare loro supporto, poiché si addossano compiti molto gravosi e hanno bisogno di essere incoraggiati. Grazie ai ragazzi del Ccn, Proloco e coro parrocchiale il 2014 è stato un anno quanto mai ricco di manifestazioni, apprezzate dai turisti, mentre dai cutiglianesi, specie dagli addetti ai lavori, sono piovute critiche e ingiurie. “Sempre le solite cose”, dicono, però non propongono niente. Io dico che non è facile inventare e realizzare qualcosa, ma visto che ci aspettano a breve tre appuntamenti importanti (Pasqua, Giro d’Italia e 50° del Gruppo alpini), ogni proposta è ben accetta”.

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