Un piano unico di protezione civile
PITEGLIO. Un unico piano di protezione civile per tutta la Montagna pistoiese. Ci sta lavorando l’Unione dei Comuni che, secondo le previsioni attuali, dovrebbe adottarlo entro il mese di gennaio. Si...
PITEGLIO. Un unico piano di protezione civile per tutta la Montagna pistoiese. Ci sta lavorando l’Unione dei Comuni che, secondo le previsioni attuali, dovrebbe adottarlo entro il mese di gennaio. Si tratta di una novità per la nostra montagna che non ha mai avuto un piano di protezione civile unificato, ma solo alcuni piani a macchia di leopardo di livello comunale. «L’Unione, con la precedente amministrazione –spiega il presidente, Luca Marmo – aveva già conferito l’incarico ad alcuni professionisti di redigere un piano di protezione civile integrato per tutti i Comuni».
Oltre ad Abetone, Cutigliano, Piteglio, Sambuca e San Marcello, che fanno parte dell’Unione (che detiene la funzione associata di protezione civile), nel piano è ricompreso anche il Comune di Marliana. «La ex Comunità montana – prosegue Marmo - aveva affidato un incarico per la redazione di un unico piano a livello di montagna, cosa però mai andata a buon fine a seguito delle vicende che hanno interessato l’ente e della sua estinzione. Adesso il piano è praticamente pronto; ci riuniremo a breve, forse già nella prima decade di gennaio, per definire gli ultimi aspetti più stringenti, come la reperibilità, e decidere sull’acquisto di strumentazioni per la protezione civile, con specifiche risorse di 44mila euro provenienti dal fondo della montagna».
Insomma, dopo le lacune registrate in passato sulla protezione civile a livello di Unione, che la scorsa primavera avevano comportato anche la revoca di 120mila euro di contributi dalla Regione poi recuperati tramite un progetto, qualcosa comincia a muoversi. «Il piano integrato non è un obbligo di legge – prosegue Marmo – ma va nella direzione auspicata dalla Regione, di un piano unico e coordinato per ogni territorio omogeneo. Inoltre i vantaggi saranno notevoli poiché ciascun Comune, in caso di necessità, potrà beneficiare di una maggiore organizzazione e dotazione, in termini di mezzi e uomini già a livello locale, anziché solo sulle proprie forze». Il piano dell’Unione integra i piani dei singoli Comuni ed individua i vari Coc (Centri operativi comunali) ed il Coi (Centro operativo integrato) situato sul monte Oppio che potrà essere attivato anche su richiesta di un unico sindaco per emergenze nel proprio territorio di competenza. A gestire le chiamate è il Cesi (Centro situazioni) con 7 unità di personale dedicate, messe a disposizione dai vari Comuni. (e.v.)
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