Il Tirreno

Pistoia

la storia a lieto fine

Trova seicento euro e li restituisce alla proprietaria

Ilenia Reali
La ragazza, una parrucchiera che lavora in via Ferrucci, aveva messo nella busta oltre al regalo della madre anche dei soldi della tredicesima. Era al mercato per comprare delle scarpe (video Batavia) <a href="http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2014/12/30/news/si-chiama-marta-e-sono-suoi-i-600-euro-ritrovati-al-mercato-1.10581217">L'ARTICOLO</a>
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La ragazza, una parrucchiera che lavora in via Ferrucci, aveva messo nella busta oltre al regalo della madre anche dei soldi della tredicesima. Era al mercato per comprare delle scarpe (video Batavia) L'ARTICOLO

Un odontotecnico della Montagna Pistoiese trova una busta con i soldi ed un biglietto di auguri, tramite Il Tirreno rintraccia la proprietaria di Prato e glieli restituisce

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PRATO. Si chiama Marta Taurasi e fa la parrucchiera. I 600 euro che erano nella busta ritrovata da Sergio Imondi, odontotecnico che abita sulla Montagna Pistoiese e lavora a Prato, erano una parte del regalo di Natale della mamma, un’altra un po’ del suo stipendio. Era andata al mercato per comprare delle scarpe e qualche vestito. Il suo regalo per le feste. E magari per festeggiare l’ultimo dell’anno. “Avevo messo i soldi nella busta e poi dentro la borsa. Dentro la cerniera. Ero convinta di averla chiusa ma invece probabilmente era rimasta un po’ aperta. Quando sono arrivata a prendere i soldi non c’erano più”, racconta Marta. “Ho fatto tutto il giro del mercato. Era disperata. Sono stata male due giorni. Non ho fatto neppure la denuncia perché ho pensato che tanto nessuno avrebbe restituito dei soldi contanti”.

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Un errore pensarlo. Ma solo perché a trovarli è stato Sergio. “Sono tornato a casa - riferisce – e ne ho parlato con mia moglie. Abbiamo letto il biglietto indirizzato a Marta dalla madre e ci siamo commossi. Anche per quel riferimento alle mamme “rompipalle” ma che fanno il bene dei figli. E ci siamo detti che era giusto provare a rintracciare questa ragazza, del resto era il suo regalo di Natale”. A quel punto l’appello tramite il Tirreno. La notizia sul sito e sul giornale e poi la telefonata del padre di Marta. “Sono di mia figlia”. Qualche domanda ed è stato chiaro che si trattava della persona giusta. Con il padre volevamo organizzare una sorpresa alla ragazza ma poi anche Marta ha chiamato. “Mi chiamo Marta. Sono miei. Nel biglietto c’è scritto…”. Poi la riconsegna dei soldi. Tra gli abbracci nel negozio dove Marta lavora.

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