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Cinghiali sull’A11, recinzione senza buchi
Polemiche dopo l’incidente in cui due auto sono state quasi distrutte. Parlano il gestore e l’Aci
PISTOIA. L’incidente della scorsa settimana, poco prima dell’alba, sull’A11, ha innescato polemiche e discussioni. Come mai sulla carreggiata i due automobilisti coinvolti si sono ritrovati davanti un branco di cinque cinghiali? Società Autostrade, Aci, Provincia ed anche un animalista: il Tirreno ha sentito più voci sui perché e sulle suluzioni di un problema che avrebbe potuto causare una tragedia.
L’incidente. Non si capisce, con tutte le recinzioni intorno alle autostrade, come i cinghiali possano essere arrivati sulla carreggiata. «Sul luogo dell'incidente – spiega Autostrade per l’Italia – sono intervenute sia le pattuglie della Polstrada sia il nostro personale. Appena le condizioni della luce lo hanno consentito, i nostri tecnici hanno ispezionato la recinzione nei pressi dell'incidente, trovandola integra. Anche la Polizia Stradale esegue di prassi controlli, segnalando eventuali anomalie nella rete di recinzione, e anche da parte loro non è pervenuta nessuna segnalazione. Incidenti con investimento di animali si verificano in modo saltuario ed in genere riguardano quelli di piccole dimensioni, come caprioli e ricci, con un solo mezzo coinvolto. Quando poi arrivano segnalazioni di animali vaganti, viene fatto passare il messaggio sui pannelli informativi».
Una rete di recinzione danneggiata avrebbe potuto essere utile per gli automobilisti per chiedere il risarcimento danni ad Autostrade, anche se ci sono sentenze di giudici di pace che, in merito, hanno respinto questa responsabilità addebitando l’incidente a “caso fortuito”.
Gli automobilisti. Cosa si può fare per evitare episodi del genere? A spiegarlo è l’Aci. «Autostrade ha l’obbligo della custodia delle reti di recinzione lungo tutto il percorso di competenza – spiega il direttore di Aci Pistoia, Giorgio Bartolini – visto che deve essere giustificato il pedaggio che tutti quanti paghiamo. Quando il danno è accertato, allora Aci può fornire la vicinanza agli automobilisti per la procedura di conciliazione mentre dovrà essere dimostrato, fatto abbastanza insolito, che lo scavalcamento dell’animale è avvenuto in maniera fortuita. La presenza dei cinghiali sulla rete stradale, e sono fuori controllo, devono però aprire una discussione sulla necessità di un programma di controllo per questo tipo di fauna».
Gli animali. In questi casi si dice che la prima strada da percorrere è quella di favorire un prelievo venatorio controllato in modo da far diminuire il numero di ungulati presenti sul territorio. «Trovo questa tesi profondamente sbagliata – attacca Lorenzo Lombardi, presidente regionale dei Verdi – Anzi, la caccia va fermata perché gli unici che ci guadagnano da questa situazione sono soltanto i cacciatori. Purtroppo, per troppi anni, i cinghiali sono stati fatti ibridare con razze ungheresi e ne sono venuti fuori esemplari di oltre 300 chilogrammi che hanno il doppio delle mammelle e vanno due volte in più in calore rispetto a quelli maremmani. Se questi cinghiali li ritroviamo in pianura ed addirittura sull’autostrada è perché oramai l’uomo ha alterato costantemente gli equilibri della natura. Negli ultimi 10 anni la caccia è stata aumentata ma il problema non è diminuito, quindi vuol dire che la soluzione non è quella».
La prevenzione. Per quel che può essere possibile, l’ente preposto a trovare soluzioni per la sicurezza sulle strade e per il contenimento degli esemplari di ungulati è la Provincia. «Già da diversi anni la Provincia sta muovendosi su questo fronte – spiega in una nota l’ente – dalla campagna informativa nelle scuole al varo del nuovo “piano faunistico venatorio” nel quale sono state estese le aree non vocate agli ungulati, inserendo al loro interno le aree agricole in prossimità dei centri abitati e di pianura. Successivamente si è passati alla fase attuativa dando indicazioni di movimento anche sugli istituti faunistici pubblici e privati per arrivare alla densità zero in queste zone di cinghiali, caprioli, cervi e daini. Infine – conclude la nota – la Provincia ha vinto il bando promosso dalla Regione per la sicurezza stradale in particolar modo per la “Montalese” e la “Pistoia-Riola”, le due strade ritenute maggiormente pericolose per l’attraversamento di animali. La cartellonistica sperimentale verrà realizzata sulla “Montalese” a partire dal prossimo mese di febbraio per segnalare animali vicini alla sede stradale».
Saverio Melegari
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