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Terremoto, gli studenti si rifiutano di tornare a scuola

Alessandra Tuci
Gli studenti dell'Einaudi radunati davanti alla scuola (foto Gori)
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Gli studenti dell'Einaudi radunati davanti alla scuola (foto Gori)

Pistoia, protesta davanti all'istituto Einaudi di via Pacinotti: "Nessuno è venuto a controllare dopo le scosse, non ci sentiamo sicuri"

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PISTOIA. All'indomani dello sciame sismico avvertito in molte province della Toscana, diverse decine di studenti dell'istituto Einaudi di Pistoia si sono rifiutati di tornare a scuola. Nella mattinata di oggi, sabato 20 dicembrea hanno dato vita ad una protesta davanti all'ingresso, assieme anche ad alcuni professori.

“Vogliamo sicurezza nella nostra scuola, per questo stamattina abbiamo deciso di non entrare “ spiegano Davide Garifo e Simone Biondi, rappresentanti dell’istituto Einaudi. Dopo le scosse di terremoto di venerdì, la paura è devastante e molti studenti non sono entrati a scuola. “Gli edifici accanto alla scuola non sono a norma di sicurezza, chi ce lo dice che la nostra scuola lo sia? Perché non sono venuti a fare dei controlli? – dice Davide Garifo- Noi non siamo contro la scuola, non stiamo protestando contro, anzi, il preside è sempre di nostro sostegno, ci ha insegnato tanto, e noi lo ringraziamo per tutto quello che fa per noi”.

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“Il punto di ritrovo in cui dovremmo andare in caso di evacuazione è in un piazzale proprio a ridosso di uno strapiombo, separato solo da una rete poco stabile di un cantiere – incalza Simone Biodi - Già la protesta era nata ieri su facebook, poi stamattina ci siamo radunati davanti all’entrata con altri studenti che non volevano entrare perché avevano paura. Non lo abbiamo fatto per perdere delle ore di lezione, come tanti potrebbero pensare, ma per chiedere che siano fatti dei controlli minuziosi. Ci siamo anche confrontati con dei nostri professori davanti alla scuola per chiedere loro se stavamo commettendo una sciocchezza e loro ci hanno detto che facevamo bene a protestare e ci sono stati di sostegno”.

Il tetto della scuola, raccontano i ragazzi, è in parte in amianto, l’edificio è fatiscente, accanto ci dormono barboni e tossici. “Invitiamo il sindaco Samuele Bertinelli a venire a vedere le condizioni in cui si trova il nostro istituto – continua Davide - Sappiamo che lui non può fare molto perché la responsabilità è della Provincia, con la quale più volte abbiamo cercato un dialogo e la risposta è sempre stata che mancano i soldi. Ma perché questi soldi, anche se pochi, non vengono utilizzati per le scuole, che sono una risorsa indispensabile per il nostro Paese?"

"Due anni fa, insieme al preside, abbiamo avuto una riunione con la Provincia - aggiunge - ed il piazzale adiacente la scuola, anche se con molto ritardo, è stato ristrutturato ed adesso è in buone condizioni, ma è a ridosso di uno strapiombo; cosa succederebbe se qualcuno, in preda al panico, fosse spinto contro la rete e cadesse giù? Non può essere a norma di sicurezza. Chi ha dato i permessi per costruire un cantiere proprio accanto ad una scuola? Oltretutto, se in caso di terremoto parte dell’istituto dovesse crollare, quali danni potrebbero esserci, oltre al fatto che è in amianto?”.

Segui in diretta la rilevazione delle scosse

I ragazzi ribadiscono la richiesta di un incontro con il sindaco e la Provincia nella speranza di trovare un accordo per la messa in sicurezza della scuola e degli edifici circostanti. “Come tutte le scuole noi abbiamo un piano di emergenza regolare approvato dalla protezione civile. Sono rimasta davvero male che i ragazzi stamattina non siano entrati a lezione” la risposta della vicepreside Barbara Moncini.

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