«Serve un nuovo deposito per l’acido»
La richiesta dei Rappresentanti per la sicurezza ad Abati dopo l’incidente al polo endoscopico. Il commento di Rossi
PISTOIA. Intossicazione al polo endoscopico: i Rappresentanti per la sicurezza sul lavoro ne discuteranno venerdì pomeriggio in un incontro con il direttore generale della Asl 3 Roberto Abati. Gli Rls sono stati informati a voce ed erano in attesa (a ieri pomeriggio) di ricevere una comunicazione ufficiale, ma un incontro era stato richiesto e ci sarà. In attesa di sapere quali saranno le risposte dell’Asl gli Rls confermano la posizione portata avanti negli ultimi mesi: il deposito per le taniche di acido peracetico (quello disperso nell’aria venerdì mattina e che ha provocato l’intossicazione di operatori e pazienti) deve essere situato in altro loco rispetto a dov’è attualmente, in spazi oltretutto ritenuti angusti.
Il fatto è stato reso noto solo a distanza di quattro giorni, ed anche questo è un particolare che non ha mancato di suscitare polemiche. Nella nota inviata alla stampa, l’Asl risponde che il deposito è idoneo e non dà (al momento) spiegazioni su come sia stato possibile che l’acido peracetico - sostanza usata per la sterilizzazione degli apparecchi endoscopici, che provoca irritazione agli occhi, alle mucose nasali, alla gola, ed è di facile combustione - si sia disperso nell’aria e abbia costretto nove persone al Pronto soccorso.
L’unica precisazione arriva sul numero delle persone intossicate: sarebbero state nove, e non dieci come riportato dal Tirreno, o dodici come riportato da altri organi di stampa. Una tanica si sarebbe aperta, disperdendo la sostanza tossica. In quel momento, al polo endoscopico, si trovavano in nove tra medici, infermieri e pazienti. Dopo pochi minuti tutti hanno iniziato ad avvertire sintomi di irritazione agli occhi e alla gola. Sono stati subito accompagnati, precisa l’Asl, al Pronto soccorso “e qui prontamente valutati e assistiti”. Tutti hanno avuto una prognosi di tre giorni, al termine della quale sono tornati regolarmente al lavoro. L’Asl ha chiuso il polo endoscopico e messo in atto le misure di bonifica. Nell’ambito di un progetto di ricerca e monitoraggio già preesistente con l’Università di Firenze ha eseguito un monitoraggio ambientale: la concentrazione di acido aerodisperso risultava “ampiamente compatibile con l’attività lavorativa”. Nel frattempo gli appuntamenti programmati per venerdì e sabato sono stati redistribuiti tra gli ospedali di Pescia e San Marcello.
Sembra che i Rappresentanti per la sicurezza sui luoghi di lavoro avessero presentato diversi mesi fa un progetto per una nuova collocazione del deposito per le taniche di acido usato nella sterilizzazione degli apparecchi endoscopici, e che l’Asl si sia attardata nei lavori. Sulle motivazioni, nessuna risposta, anche perché - appunto - l’Azienda sanitaria ribadisce che il deposito è idoneo, “in quanto dotato di strutture Rei resistenti al fuoco e di impianto di estrazione di aria”. La riflessione, degli Rls ma non solo, è: «Se tutte le misure di sicurezza sono adeguate perché si è verificato l’incidente di venerdì?».
Intanto, rispondendo sul suo profilo facebook alla richiesta di un commento da parte di una lettrice, il governatore Enrico Rossi ripercorre i fatti, sottolineando che la perdita è stata lieve e i soccorsi tempestivi. «Io e l’Asl siamo dispiaciuti per quanto accaduto e per i disagi subìti dal personale e dai pazienti, ma non credo che da questo incidente debbano essere tratte conclusioni affrettate su una struttura funzionale e dotata delle più moderne tecnologie». Poi assicura: «Verranno certamente indagate in maniera accurata le cause del problema». E chiude evidenziando l’importanza dei privati nella realizzazione dei nuovi ospedali: «Mi preme chiarire che sono stati costruiti grazie al project financing, un metodo che permette il finanziamento privato a fronte della scarsità di risorse pubblichi. Sono strutture costruite secondo i più moderni standard di edilizia sanitaria e le direzioni stanno continuamente implementando i servizi offerti».
Tiziana Gori
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