Il presidio
Abusi edilizi, gli elfi pronti alla sanatoria
La comunità nata oltre 30 anni e che oggi conta su qualche centinaio di persone ha recuperato diversi vecchi ruderi
SAMBUCA. Il Comune è pronto a riconoscere la specificità della comunità degli elfi a patto del recupero della legalità. Lo ha dichiarato il sindaco di Sambuca, Fabio Micheletti, in un’assemblea pubblica tenuta nei giorni scorsi fra l’amministrazione comunale e la comunità elfica del territorio.
Un incontro disteso e costruttivo che ha segnato una significativa apertura al dialogo. «Gli elfi hanno presentato il loro statuto – spiega Micheletti - ho sottolineato la mia disponibilità ad andare incontro alle loro esigenze, però mantenendo il minimo comun denominatore del rispetto della legalità». Aspetti importanti discussi, la sburocratizzazione e gli abusi edilizi che la comunità, nata nel 1980 e che oggi conta qualche centinaio di persone, ha compiuto nel corso del recupero di ruderi e vecchi stabili. Su quest’ultimo nodo, gli elfi hanno già dato dimostrazione concreta di volontà risolutiva: nei giorni scorsi, infatti, hanno formalizzato l’incarico a tre professionisti pistoiesi di provvedere alla sanatoria di tali abusi. «Presupposto essenziale- commenta il sindaco- per un dialogo costruttivo. La tolleranza nuoceva alla veridicità della stessa amministrazione comunale. Una volta recuperato il percorso della legalità – prosegue- siamo disponibili a ragionare di oneri verdi e di semplificazione burocratica, richiesta peraltro legittima, il tutto nell’ambito dell’autonomia amministrativa riconosciuta al Comune».
Insomma, un buon inizio. «Gli elfi hanno rivendicato la loro specificità – prosegue il sindaco – e il merito di aver ringiovanito e ripopolato il territorio di Sambuca dove esistono modi di vita diversi, è indubbio, ma declinati in modo da non creare frizioni». Gli elfi vivono in case isolate o villaggi (come Piccolo Burrone, Case Sarti), sfruttando la selvicoltura e i frutti della terra. Un’economia frugale che rifiuta il modello capitalistico. Si scaldano col fuoco e illuminano con candele e pannelli solari. Le decisioni sono prese all’unanimità e i bambini ad oggi frequentano la scuola privata. Le regole di convivenza sono contenute in uno statuto interni. «Gli elfi rivendicano uno statuto speciale – spiega il sindaco – sono ben disponibile ad una presa d’atto formale del loro status e dell’esistenza di un ordinamento interno, anche con una delibera di consiglio. A patto però che siano rivisti quegli aspetti che sono conflittuali con l’ordinamento giuridico».
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