Il Tirreno

Pistoia

povertà

Senza più casa diventano volontari del turno di notte

di Eleonora Ferri
La sede della Misericordia a Pistoia
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La sede della Misericordia a Pistoia

La storia di Antonio e Andrea, ospitati nella sede della Misericordia insieme ad un altro “collega” che presta soccorso sulle ambulanze rimasto senza un tetto

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PISTOIA. Da mesi la Misericordia di Pistoia è diventata per loro una vera e propria “casa”. Sono tre i volontari della confraternita pistoiese che da qualche tempo dormono nei locali del servizio notturno.

Ci dormono perché fanno servizio di volontariato durante il turno di notte, ma anche perché non hanno più una casa in cui tornare. La confraternita ha voluto dare una mano temporanea ai volontari che si sono trovati in questa situazione, facendo ricoprire loro i turni di notte. Tutti uomini che hanno perso il lavoro e con una storia alle spalle che li ha portati per strada.

Ma per strada non si fanno solo brutti incontri. Antonio (lo chiameremo così) ha 26anni, da agosto è impegnato come volontario alla Misericordia di Pistoia ed è una delle tre persone che hanno trovato "accoglienza", tramite il volontariato notturno, nei locali di via Bonellina.

«Convivevo da 6 anni con una ragazza a Verona e avevo un lavoro fisso come imbianchino – racconta Antonio, di origini siciliane – tutto è iniziato quando la ditta è fallita e ci ha licenziati. Ho cercato un impiego ovunque, e ne trovai uno come imbianchino per 4 mesi a Palermo. Ma alla fine di questo periodo di lavoro, la mia ex compagna mi ha buttato fuori di casa».

Antonio, che non ha più contatti con la sua famiglia, si è ritrovato senza casa e senza lavoro e ha iniziato a vivere per strada. «Ho vissuto per strada per un anno e mezzo: ho dormito alla stazione di Palermo, avevo trovato un posto dietro un panificio che mi dava da mangiare, ma poi una notte sono arrivati dei ragazzini in gruppo a picchiarmi. Mi sono spostato e passando da Verona, sono arrivato fino a Pistoia».

Qui a Pistoia, Antonio dorme per un po' sulle panchine di piazza Civinini. «Mentre ero sulle panchine della piazzetta, una sera si è avvicinata una volontaria della Misericordia a darmi una coperta». Da quel momento Antonio inizia a fare il volontario a tempo pieno. «Mi sono impegnato tutti i giorni nei servizi di volontariato, e mi piace davvero farlo. Per strada la gente suo malgrado ti fa sentire una nullità, e per uno abituato a lavorare è dura. Qui sto bene perché sono io, e non "un barbone"».

Ma c'è anche chi di anni ne ha un po' di più, è volontario da una vita e si è ritrovato in una situazione simile. Andrea (nome fittizio anche questo) ha fatto la vita del "volontario giorno e notte" fino a poco tempo fa. Adesso, con qualche aiuto economico, è riuscito ad andare a dormire in seminario.

«Lavoravo 12 ore al giorno, e vivevo con la mia ex compagna e mio figlio piccolo – racconta il volontario pistoiese – è successo che io e la mia compagna ci siamo lasciati, ho perso il lavoro e sono stato sfrattato. Anche lei è senza lavoro e ha trovato, insieme a mio figlio, ospitalità da un'amica, mentre io non avevo un posto dove andare. Ho trovato un aiuto qui».

La Misericordia, in collaborazione con altre associazioni vorrebbe cercare di far fronte all'emergenza, sempre più crescente, di uomini che si ritrovano senza una casa e spesso senza lavoro. Crescono quindi le storie simili a quelle di Antonio e Andrea. E la speranza è che cresca sempre più anche il numero di mani che tutti i giorni si sporcano per strada, per portare un aiuto.

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