Il presidio
I vincitori della gara per le piste ciclabili in una maxi inchiesta
Arrestati due imprenditori in Liguria. Il sindaco: la sentenza non è passata in giudicato e i requisiti sono in regola
QUARRATA. Requisiti in regola e nessuna sentenza passata in giudicato per i legali rappresentanti della Edildue srl di Genova, l’impresa che si è aggiudicata il primo lotto da 450mila euro (411 al netto dell’iva e degli oneri per la sicurezza) delle piste ciclabili di Quarrata.
Lo ha precisato il sindaco Marco Mazzanti lunedì sera leggendo un promemoria del servizio affari generali in consiglio comunale. Il caso era scoppiato nei giorni scorsi, con l’aggiudicazione definitiva di uno stralcio dell’opera andata alla ditta genovese guidata da due imprenditori, Stefano Raschellà e Daniele Raschellà, padre e figlio, raggiunti il 13 novembre scorso da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Genova nell’ambito della maxi inchiesta ligure sugli appalti.
Mazzanti, in aula consiliare, ha ricostruito i passaggi che hanno portato all’aggiudicazione finale del primo lotto delle piste ciclabili. Il sindaco si è limitato a leggere la nota tecnica. Nessun accenno è stato fatto all’indagine che ha coinvolto Stefano e Daniele Raschellà. «La legge – ha spiegato Mazzanti - consente di escludere un’impresa dalla partecipazione a gare d’appalto là dove ci siano sentenze di condanna passate in giudicato per determinate tipologie di reato. Nel caso di specie non esistono sentenze nei confronti dei soggetti. La data di pubblicazione del bando è dell’11 agosto 2014, la scadenza delle offerte era il 30 settembre 2014. Edil due srl di Genova si è aggiudicato il lotto. I legali rappresentanti dell’impresa al momento della partecipazione alla gara erano – ha ricordato il sindaco - i signori Stefano Raschellà, presidente del consiglio di amministrazione, e Daniele, amministratore delegato. Il direttore tecnico era Federico Raschellà. Il signor Stefano Raschellà in sede di gara ha dichiarato di aver avuto una condanna per violazione del testo unico in materia edilizia ma il reato è estinto quindi non è causa impeditiva della partecipazione ad appalti pubblici. La dichiarazione è datata 29 settembre 2014. L’aggiudicazione provvisoria è del 3 novembre. A quel punto sono partite le verifiche dei requisiti dichiarati e in particolare il casellario giudiziale, l’agenzia delle entrate, il durc, il fallimentare e l’antimafia. Dal casellario pervenuto in data 19 novembre non si evidenzia niente se non il reato ormai estinto e dichiarato. Nel caso di specie non esistono sentenze nei confronti dei soggetti. Il 6 dicembre l’impresa ci ha comunicato un cambio di amministratori. Dal 17 novembre Stefano Raschellà e Daniele Raschellà non sono più i legali rappresentanti. L’amministratore unico è diventato Federico Raschellà. Il 9 dicembre è stata disposta l’aggiudicazione definitiva . La verifica dei requisiti è terminata e ad oggi – ha ribadito Mazzanti - non ci sono sentenze di condanna né misura di prevenzione applicati nei confronti dei legali rappresentanti dell’impresa». La comunicazione è avvenuta prima dell’inizio dei lavori del consiglio.
Beatrice Faragli
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