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SICUREZZA

Quarrata è ancora senza un piano di protezione civile

Beatrice Faragli
Quarrata è ancora senza un piano di protezione civile

La denuncia arriva dal comitati contro le alluvioni: in caso di calamità nessun rimborso

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QUARRATA. «La città  non ha ancora un piano di emergenza per fronteggiare le calamità». Le procedure d’intervento in caso di alluvioni e terremoti, sono ferme in Regione da oltre un anno a causa dei forti ritardi accumulati dal Comune nell’invio delle integrazioni e delle modifiche richieste. Come risulta dalla mappa pubblicata sul sito della Protezione civile nazionale, Quarrata fa ancora parte di quel 24% dei Comuni italiani sprovvisti del piano. A denunciare la «grave mancanza» sono Daniele Manetti e Niccolò Lucarelli dei Comitati contro le alluvioni.

Eppure, sottolineano i cittadini, «siamo in un territorio fragilissimo sul fronte del rischio idrogeologico». Dal Comune di Quarrata però, arrivano rassicurazioni sulla gestione delle emergenze.

«La città – spiega infatti l’ingegnere Andrea Casseri, responsabile locale della protezione civile - è preparata a fronteggiare il rischio idraulico, sismico e le altre calamità. Da due anni  abbiamo un piano di protezione civile che è attivo a tutti gli effetti. E’ passato al vaglio del consiglio comunale nel 2012». Funzionante, quindi, secondo Casseri, ma anche bloccato in Regione da oltre un anno. «Non hanno dato parere favorevole per via di alcuni requisiti di forma. Dovevamo inviare – continua – delle integrazioni che semplificassero il piano. Lo abbiamo fatto solo poco tempo fa e crediamo di risolvere il tutto con l’anno nuovo».

Le integrazioni sono state elaborate da «una società di Cremona», la stessa a cui nel 2010 venne affidata, per 35mila euro, la redazione del piano intercomunale per Quarrata e Serravalle. Anche Serravalle è tra gli inadempienti. A segnalare la mancanza, poche settimane fa, era stata la consigliera d’opposizione Elena Bardelli, Fdl Alleanza Nazionale. Adesso sono i cittadini di Quarrata a puntare il dito contro il Comune e il suo piano fantasma, anche se, dagli uffici comunali assicurano l’esistenza - nei fatti - di una programmazione degli interventi. Senza un piano di emergenza, aveva però avvertito Bardelli a fine novembre, «il Comune non può pretendere dalla Regione il riconoscimento dello stato di calamità».

Manetti e Lucarelli chiedono inoltre che venga pianificata dagli enti la gestione delle idrovore presenti a Quarrata e soprattutto che sia anticipata la loro entrata in funzione rispetto a quanto successo fino ad oggi. «L’accensione – spiegano – viene ritardata, altrimenti non c’è il rimborso da parte della Provincia. Invece bisognerebbe metterle in funzione prima dell’emergenza».
 

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