Il Tirreno

Pistoia

Più di 2.000 persone hanno chiesto aiuto agli sportelli Caritas

di Elisa Pacini
Più di 2.000 persone hanno chiesto aiuto agli sportelli Caritas

Il Dossier 2014 offre drammatiche istantanee della crisi anche se la risposta delle istituzioni sta migliorando

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PISTOIA. Monsignor Fausto Tardelli, alla sua prima uscita pubblica, ieri, ha presentato il dossier della Caritas diocesana su povertà e risorse. Numeri sempre più preoccupanti, quelli con cui la Caritas inquadra il territorio pistoiese tuttora nel pieno dell'emergenza economica e sociale. Una città dove più di 2.000 persone si sono rivolte all’organizzazione ecclesiale nel 2013 mentre nel primo semestre di quest'anno, sono salite già a quasi 1.700 con una stima del numero dei familiari coinvolti che arriva alla cifra scioccante di 4.685. Insomma c'era una volta un microcosmo sommerso di persone in difficoltà: da anni ormai è invece ben evidente la fetta di popolazione provinciale che bussa alla Caritas non solo per un pacco alimentare, ma per cercare argine allo sfratto, ai mutui sulla casa che strozzano o addirittura per curarsi. Sì, perché il pagamento di prestazioni sanitarie e dentistiche per molti è ormai un lusso.

Un quadro per cui monsignor Tardelli non esita a parlare di “situazione al limite, oltre la quale c'è solo lo squilibrio sociale perché siamo di fronte ad un disagio economico ma soprattutto umano e quando subentra il cinismo e il pessimismo, non c'è più rispetto di nulla e nessuno”.

In platea – cosa di cui il vescovo si è compiaciuto – c'è rappresentata davvero gran parte della città. Ci sono gli amministratori di diversi Comuni, praticamente metà della giunta Bertinelli (oltre al sindaco, gli assessori Tuci e Nuti), il prefetto, il segretario della Cgil, professionisti noti e tanti portavoce del terzo settore. Quello che forse non sa monsignor Tardelli è che, a questa platea importante, la Caritas negli anni non ha risparmiato forti tirate d'orecchie per denunciare la mancanza di politiche di welfare al passo con i tempi e la lentezza nel fare rete nel campo del sociale. Lo ricorda proprio il direttore della Caritas Marcello Suppressa nell'introduzione al dossier 2014, ripercorrendo le tematiche principali trattate dal 2008 ad oggi. Sette anni molto duri, in cui però qualcosa sembra essere cambiato almeno nella capacità di rispondere della città ai bisogni, tra protocolli d'intesa stipulati (in particolare quelli con il Comune di Pistoia) e percorsi di inclusione sociale in atto che superano l' assistenzialismo.

Perché il dossier 2014 dice – anzi urla – che i centri di ascolto Caritas sono punti di riferimento vero per famiglie in difficoltà, tanto che il numero medio delle visite è di 7,6. Significa che 1.682 cittadini hanno bussato alle porte della Caritas più di una volta al mese da gennaio a giugno 2014. “Un dato importante – dice Giovanni Cerri, responsabile dell'osservatorio sulle povertà – che evidenzia il buon lavoro fatto dai volontari che instaurano una buona relazione con le persone, “prese in carico” anche grazie ai numerosi progetti che siamo riusciti a mettere in atto. I contatti sporadici ormai vanno a sparire”.

Così il numero delle persone ascoltate è aumentato del 33,9%. Gli italiani sono il 48,5% e hanno un'età media molto più alta (intorno ai 50 anni) degli stranieri (38,5). La maggior parte delle persone ascoltate risiede nel comune di Pistoia ma rimangono critiche le situazioni rilevate dai centri d'ascolto di Agliana, Quarrata e Oste. Crescono i problemi abitativi, (gli sfratti sono denunciati da quasi il 6% delle persone accolte) e preoccupa la piovra dell'indebitamento che ha visto raddoppiare le richieste d'aiuto in 5 anni e affligge 12% del totale delle persone ascoltate.

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