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Un Natale da passare ad aiutare chi è senza un tetto
I 35 volontari di “Raggi di speranza” trascorreranno tutte le feste nella loro postazione alla stazione
PISTOIA. Quello dell'associazione onlus «Raggi di speranza in stazione» sarà un Natale davvero diverso. Il gruppo di volontariato pistoiese, che da anni si occupa di fornire prima accoglienza e assistenza ai senzatetto fornendo a tutti un pasto caldo presso la stazione ferroviaria di Pistoia, sarà in prima linea anche durante il Natale, compreso il 25 dicembre.
Intanto sabato 13 dicembre, a partire dalle 18,45 verrà celebrata una messa "in strada", presso il gazebo del dopolavoro ferroviario di fronte alla stazione di Pistoia. Subito dopo la celebrazione, verrà distribuita la cena natalizia in strada, come sempre di fronte alla ferrovia.
«Faremo la messa al circolo del dopolavoro ferroviario che ci ha accordato lo spazio, celebrata da Don Carlo della parrocchia di Gello - spiega Maria Renzi, fondatrice dell'associazione - la faremo alle 18,45 perché dopo la cena spariscono quasi tutti: chi dorme in strada corre ad accaparrarsi un posto per dormire. Poi ci saremo anche il 25 dicembre».
Un anno importante il 2014 per questa associazione di volontariato: solo qualche mese fa Maria Renzi e i suoi 35 volontari hanno finalmente avuto il riconoscimento da parte del comune di Pistoia di uno spazio nel quale svolgere il proprio lavoro.
Ma le soddisfazioni sono anche altre: «Ultimamente abbiamo recuperato due delle persone che seguiamo, sono riuscite a entrare in una comunità di recupero» spiega Maria. Le persone che Maria Renzi e i suoi 35 volontari aiutano tutti i giorni (non solo distribuendo loro il mangiare, ma anche seguendoli per le cure mediche, il vestiario: tutto l'indispensabile della prima accoglienza) non sono solo una nuvola scura e informe di "irrecuperabili", come spesso siamo comodamente abituati a pensare. Nel corso dell'ultimo anno, di fronte al furgoncino di Raggi di Speranza in stazione si presentano extracomunitari, tossicodipendenti, e sempre più giovani e "nuovi poveri".
«Dall'anno scorso sono aumentate le persone che vengono a mangiare qui - spiega Maria Renzi - siamo arrivati ad accoglierne una quarantina a sera, molti sono anche italiani, soprattutto uomini che hanno perso il lavoro e che si ritrovano senza una casa».
Il lavoro di Raggi di speranza in stazione è prezioso e unico nel suo genere proprio perché non richiede la certificazione di residenza a chi ha fame. Ma distribuisce cibo a tutti, con molto coraggio, entusiasmo e occhio vigile. «Il nostro progetto è quello di avvicinare le persone tramite un pasto caldo, e riuscire a farle aprire ad aiutarle. Ma anche a far sentire loro che nel caos di questo mondo scatenato, c'è qualcuno che si ferma e li tratta con umanità. Alcune persone le puoi reinserire, di altre rispettiamo la loro scelta». I volontari di Raggi di speranza hanno sempre gli occhi attenti su quel che accade, parlano con tutti e cercano di garantire un clima sereno. E parallelamente, anche i volontari sono aumentati. «Facciamo la spesa noi tutte le volte, per i fondi ci basiamo sulle donazioni che vengono fatte, altrimenti facciamo una colletta fra noi volontari». Maria aggiunge che «quest'anno abbiamo ricevuto un furgoncino donato dalla Fondazione Caripit che è stato molto utile: con quello facciamo soprattutto le visite mediche. Andiamo dove dormono o ovunque siano le persone di cui ci occupiamo, e li portiamo magari a fare visite, in molti sono malati e necessitano di cure». Un bilancio più che positivo per questa importante associazione onlus. I volontari continueranno a portare i loro indispensabili raggi di speranza in stazione anche il 25 dicembre, distribuendo un pasto caldo e prima accoglienza.
Eleonora Ferri
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