Il Tirreno

Pistoia

denunciata

Truffatrice cade nella trappola delle sue vittime

La questura di via Macallè, a Pistoia (foto Gori)
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La questura di via Macallè, a Pistoia (foto Gori)

Pistoia, finta volontaria Avis bloccata dalla polizia dopo che una famiglia con cui aveva preso appuntamento per avere un contributo ha telefonato al 113 fingendo di stare al gioco

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PISTOIA. C’è chi cerca di vendere abbonamenti inesistenti alle riviste di polizia o carabinieri, chi si spaccia per volontario di associazioni in cerca di nuovi soci e offerte. Per non parlare dei finti dipendenti di Enel o azienda del gas inviati a controllare bollette e contatori. Le tecniche messe in atto sono le più disparate, e a volte molto sofisticate. Solo il target dei truffatori non cambia: nel loro mirino, soprattutto gli anziani, le persone più deboli, che hanno meno dimestichezza con determinate situazioni. Ma non sempre. A volte sono loro, potenziali vittime, a tendere le trappole a chi li vorrebbe raggirare. Come è successo l’altra mattina in centro a Pistoia quando una finta volontaria dell’Avis di Pistoia – una donna romena di 55 anni – è stata portata in questura degli uomini della Digos e denunciata per truffa e falso ideologico. Il tutto grazie alla presenza di spirito e all'intuito di coloro che voleva truffare.

La famiglia che è riuscita ad incastrare la donna aveva ricevuto il giorno prima una telefonata da un sedicente incaricato dell’Avis comunale. Lo scopo era quello di fissare un appuntamento per una loro volontaria che sarebbe passata per chiedere un contributo per l’associazione. Ma le vittime predestinate della truffa, subodorando che c’era qualcosa che non andava, hanno sì concesso l’appuntamento ma hanno anche telefonato alla polizia. Così, il giorno successivo, gli investigatori della Digos della questura si sono appostati nei pressi dell’abitazione. La donna è arrivata, è entrata in casa, ha mostrato (da molto lontano) un tesserino che niente aveva a che fare con l’Avis, ha raccontato la sua storiella e se n’è uscita con una piccola offerta. Ma ad attenderla c’erano i poliziotti.

In un primo momento, la 55enne romena ha cercato di spacciarsi anche con loro per volontaria dell’associazione (da qui la denuncia di falso ideologico), ma le prove contro di lei erano schiaccianti, comprese le dichiarazioni dei responsabili dell’Avis comunale: mai avuto a che fare con quella donna. Ed è stata perciò denunciata a piede libero.

La Digos ha avviato un’indagine per capire se la donna possa essere, come probabile, collegata a qualche organizzazione che opera a livello nazionale. In ogni caso in questura ribadiscono che mai nessuna associazione si presenta porta a porta per chiedere contributi in contanti, così come mai gli abbonamenti per riviste delle forze dell’ordine possono essere fatti sottoscrivere a domicilio: si tratta sempre di truffatori e i cittadini devono sempre chiamare subito 113 o 112, anche se il loro è semplicemente un dubbio.

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