Italia
Espropri fantasma: danni milionari
«Per il progetto della Quinta Porta rischiamo di pagare ingenti risarcimenti»
PISTOIA. «Il Comune qui ha torto al cento per cento. Questo è certo. Non vi fu alcun esproprio. Per i lavori della Quinta Porta il terreno del vivaista Bongi fu occupato senza alcun atto. Non ci sono dubbi, si tratta solo di quantificare il danno che saremo chiamati a risarcire».
Quella della realizzazione della Quinta Porta è una delle dolenti note con cui il Comune di Pistoia dovrà avere a che fare nel prossimo futuro. Il sindaco Samuele Bertinelli ne è convinto: le illegittimità commesse nell’esecuzione del progetto rischiano di costare assai care all’amministrazione comunale, così come in tutti gli altri casi in cui l’ex dirigente dei Lavori pubblici Marcello Evangelisti non ha provveduto a mettere nero su bianco le procedure di espoprio.
«Potrei portare moltissimi esempi purtroppo – ha spiegato il sindaco in aula – Di procedure espropriative per Porta Nuova non si è avuto neppure il sentore. Ed anche per la viabilità del nuovo ospedale. Non si tratta di sapere se il danno c’è, ma solo di quantificarlo. Per la Quinta Porta, potrebbe trattarsi di milioni di euro».
La Quinta Porta, ideata per collegare via dell'Annona con via Pertini passando sotto i binari ferroviari e aprendo la strada a un collegamento diretto con l'area ex Breda è costata 12 milioni di euro. La gara è del 2006 e fu vinta da un raggruppamento temporaneo di imprese guidato da due colossi del settore come l'emiliana Ccc e la piemontese Sti srl e da un'azienda locale, la Rosi Leopoldo spa (Giordano Rosi è tra gli imputa). Con il ribasso d'asta la spesa era scesa a 9,3 milioni. Completata nel 2010, nel maggio dello stesso anno una variante in aumento, di oltre un milione di euro, fu approvata da Marcello Evangelisti, per dei lavori inizialmente non prevedibili.
Per dare un’idea dell’entità delle cifre a cui il Comune si potrebbe trovare di fronte a causa «delle vistose anomalie nelle procedure espropriative», il sindaco cita l’esempio del piccolo parcheggio realizzato in via Sbertoli, costato un milione di euro ma per il quale, dopo il ricorso al Tar da parte dei proprietari del terreno, l’amministrazione ha dovuto pagare un altro milione.
«Quell’esproprio fu fatto come se quello fosse un terreno agricolo, per un valore di 160mila euro, anche se tutti sapevano che non era così, che era tereno edificabile». (m.d.)
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