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Pistoia, il Tar sdogana il parcheggio interrato
San Bartolomeo, annullata la delibera della giunta Bertinelli che congelava il piano di recupero presentato nel 2011
PISTOIA. Nuovo colpo di scena nella vicenda del parcheggio sotterraneo da 320 posti auto dietro la chiesa di San Bartolomeo. Il Tar questa volta ha dato ragione alla Napoletana Parcheggi, dichiarando illegittima la delibera della giunta comunale del 16 gennaio scorso. Atto che in pratica rinviava l’esame del progetto della società a dopo il varo del nuovo piano del traffico. Secondo il tribunale amministrativo, il Comune non poteva dire no alla Napoletana Parcheggi rinviando ad un atto che ancora non esiste e che non si sa neanche se e quando si concretizzerà.
L’udienza sul caso si è svolta l’11 luglio ma il contenuto della sentenza è stato depositato soltanto ieri alla segreteria del tribunale amministrativo toscano.
Ora la palla torna all’amministrazione Bertinelli che dovrà dare una risposta al piano di recupero presentato nell’ormai lontano giugno 2011 e, da allora, al centro di forti polemiche e di un lungo braccio di ferro tra l’amministrazione e la Napoletana Parcheggi, l’azienda specializzata che si è presa l’impegno con i proprietari attuali dei terreni (la parrocchia di San Bartolomeo e l’asilo Regina Margherita) di realizzare il parcheggio e di gestirlo.
Il problema nasce dal fatto che mentre l’amministrazione Berti vedeva tutto sommato di buon occhio la realizzazione del parcheggio interrato, Bertinelli ha sempre avuto vedute diverse, dichiarando fin dalla campagna elettorale che la mobilità cittadina doveva privilegiare altre scelte (piste ciclabili, pedonalizzazioni) e che nel nuovo piano della mobilità difficilmente ci sarebbe stato posto per un parcheggio in struttura a San Bartolomeo.
Per questo il piano di recupero, dopo aver avuto i via libera della commissione edilizia e della conferenza dei servizi (2011), non ha più fatto un passo avanti. Di fronte allo stop di fatto dell’operazione, i progettisti e la Napoletana Parcheggi hanno sempre fatto presente che la realizzazione del parcheggio interrato era prevista nel piano della città storica dell’architetto Cervellati, che nell’aprile 2013 è diventato parte integrante del nuovo regolamento urbanistico. Quindi gli strumenti urbanistici attuali del Comune sarebbero del tutto coerenti con il progetto.
Oggi anche il Tar ripete lo stesso concetto. E non solo. «Dunque – riflettono i giudici amministrativi – a fronte del quadro pianificatorio... da cui emerge la piena compatibilità del piano di recupero, l’amministrazione avrebbe dovuto indicare le concrete ragioni che a suo avviso avrebbero militato per la sua reiezione».
Invece aver sospeso tutto in attesa dell’approvazione del futuro piano della mobilità è etichettato dai giudici come «inconferente» (cioè irrilevante) e, per altro verso, illegittimo «dal momento che non viene offerta nessuna considerazione di merito relativa al progetto concretamente presentato dalla ricorrente».
I giudici del Tar precisano che certo, il Comune può ancora bocciare il piano della Napoletana Parcheggi anche dopo l’annullamento della delibera di giunta di gennaio. Ma dovrà farlo adducendo motivi rilevanti. E tra questi, non vi potranno essere quelli urbanistici, visto che lo stesso Tar ha certificato che la pianificazione pistoiese è del tutto compatibile con il parcheggio.
Torna quindi pienamente d’attualità una questione che, in passato, ha visto commercianti e molti politici (anche nel Pd) schierarsi a favore del parcheggio, mentre tanti cittadini, compreso un comitato locale, si sono fin qui battuti contro.
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