Il Tirreno

Pistoia

Il braccio di ferro sul PalaCarrara continuerà davanti al giudice

Il braccio di ferro sul PalaCarrara continuerà davanti al giudice

Il Comune vanta un credito di 350.000 euro, dopo una sentenza del tribunale, ma Pistoia Pallacanestro ha fatto appello

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PISTOIA. Il termine corretto, come riferito in consiglio comunale dallo stesso assessore allo sport Mario Tuci, è che il Comune “ha messo in mora” la società Pistoia Pallacanestro. È questa la nuova tappa della vicenda, oramai annosa, che vede da una parte palazzo di Giano e dall’altra la società che ha in gestione il PalaCarrara. Un braccio di ferro su chi deve pagare i lavori di manutenzione al Palasport, con richieste contrapposte delle due parti e sentenza del tribunale che alla fine ha dato ragione al Comune.

La risposta dell’assessore Tuci è arrivata a seguito di una interpellanza presentata dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle Giacomo Del Bino, Maurizio Giorgi e Luca Rossi nella quale si chiedeva come mai il Comune ancora non avesse chiesto il diritto di esecuzione del credito che vanta nei confronti di Pistoia Pallacanestro (350.000 euro) e si chiedeva al sindaco «di indicare i tempi previsti per il recupero oppure chiarisca il motivo per cui si rinuncia alla riscossione di tale credito e perché esiste un canone annuo per il palasport di soli 10.000 euro che corrisponde a circa 833 euro al mese (poco più di un appartamento in centro di 100mq)».

Alla questione sollevata dal M5S ha risposto l’assessore Tuci facendo riferimento alla lettera scritta dal sindaco nel luglio 2013 dove si diceva che «l’azione di recupero del credito era riferita al termine della stagione sportiva, giugno 2014».

E allora come mai ancora oggi questi soldi non sono rientrati nelle casse comunali? «A seguito della sentenza del Tribunale di Pistoia – ha dichiarato l’assessore Tuci in consiglio – che aveva respinto la domanda d’indennità della società di 750.000 euro ed accolta la nostra riconvenzionale di 350.000 euro, il Comune ha richiesto il pagamento del capitale e spese liquidate, costituendo così in mora la società. La stessa (cioè la Pistoia Pallacanestro,ndr) ha fatto appello e l’udienza per la discussione del contenzioso è fissata per il 3 dicembre e quindi non c’è nessuna “rinuncia” alla riscossione, anzi ne ha chiesto il pagamento. Relativamente al canone, si tratta di un importo stabilito dalla convenzione in essere e da quella precedente». In sostanza ci sarà da aspettare dicembre per capire, se e come, Pistoia Pallacanestro dovrà tirare fuori questi soldi ed a decidere sarà il Tribunale e non il Comune, giusto per fare chiarezza dopo le tante voci che in questi giorni stanno girando fra la tifoseria del Pistoia Basket con un dibattito acceso anche sui social network. Va ricordato anche che la richiesta dell’indennità di 750.000 euro chiesta da Pistoia Pallacanestro era già stata inoltrata nel 2008, e prima ancora, nel 2001, per chiedere al Comune di riavere indietro i soldi per i lavori aggiuntivi realizzati al palazzetto dopo la sua inaugurazione (quindi circa 1 miliardo e mezzo delle vecchie lire confrontato con l’epoca). Quindi di fatto questa vicenda si trascina fin dalla costruzione del palasport di Sant’Agostino oramai datato 1988.

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